Il risveglio di Dzeko, nella notte di San Siro, lancia la Roma nella volata Champions: il 4 a 1 contro il Milan dell’ex Montella, risultato ampiamente meritato per l’esibizione convincente dei giallorossi e avviato grazie alla doppietta del capocannoniere, vale soprattutto per il controsorpasso e quindi per riprendersi il 2° posto, lasciando il Napoli sotto di 1 punto a 3 turni dal traguardo. E per il nuovo record di squadra: 6 vittorie esterne di fila, mai successo nella storia del club.

ASSETTO PIÙ COMPATTO Baricentro avanzato, difesa alta, pressing collettivo e squadra corta: Spalletti ridefinisce la Roma per il finale di campionato. La correzione gli permette di riscattare il ko nel derby e di ritrovare l’identità smarrita. Il 4-2-3-1, già in partenza, è sicuramente più organizzato e più dinamico. Le assenze di Ruediger e Strootman, insomma, non incidono. Bastano poche mosse per ritrovare l’equilibrio e l’efficacia. Ecco, dunque, Emerson spostato a destra per limitare Deulofeu e Juan Jesus riproposto a sinistra ad aspettare Suso. Paredes, invece, viene affiancato a De Rossi per dividersi la regia con il compagno. Ma è proprio l’atteggiamento spregiudicato a fare la differenza, con il lavoro mirato e insistente del rombo offensivo che approfitta della difesa del Milan in piena emergenza. Montella ha i giocatori contati: out Romagnoli, Abate e Antonelli. La sua linea a 4 è fragile e crolla presto davanti a Dzeko, pronto ad aggredire i centrali Paletta e Zapata. Lo accompagna, nell’assalto Nainggolan che si muove quasi da seconda punta. Sulle fasce, decisivi gli esterni: a destra Salah, il più sbilanciato degli attaccanti, e a sinistra Perotti, anche lui ispirato nella metà campo rossonera.

CENTRAVANTI SCATENATO Dzeko, interrompendo nel primo tempo il digiuno durato tra l’altro solo 2 partite, prende il largo, nella classifica dei cannonieri con un’altra doppietta (8 in stagione, più 2 triplette): gol di destro dopo lo scambio (doppio) con Salah che vince il contrasto con Deulofeu prima di dedicarsi al partner e rete con girata di testa su corner di Paredes. Il centravanti, con 27 gol in campionato (37 totali), si toglie la soddisfazione, a 3 giornate dalla conclusione del torneo, di migliorare se stesso (nella stagione 2008-2009) con il Wolfsburg segnò 26 reti in Bundesliga e arrivò a 36 totali) e di superare il primato di Totti in A (26 gol nel campionato 2006-2007). La prestazione della Roma fino all’intervallo si arricchisce anche per i pali di Perotti e Nainggolan, con Donnarumma decisivo su entrambe le conclusioni.

CAPITANO ANCORA UMILIATO Montella parte nella ripresa con Bertolacci al posto di Mati Fernandez e a metà tempo, per tentare la rimonta, sceglie la difesa a 3, fuori Vangioni e dentro Ocampos. Spalletti, invece, dopo un’ora inserisce El Shaarawy per Perotti. Poi anche Grenier per Nainggolan. L’unica distrazione di Jesus permette a Pasalic di dimezzare momentaneamente lo svantaggio. El Shaarawy, destro a giro, chiude il match, prima del rigore, il 14° in campionato concesso ai giallorossi, trasformato da De Rossi (espulso Paletta per il fallo su Salah). Lo avrebbe tirato Totti, ma in campo, qualche minuto prima, era entrato Peres per Dzeko. I tifosi della Roma hanno capito lo sgarbo del tecnico e alzato il coro «C’è solo un capitano». Il Milan, intanto, rallenta: 1 punto in 3 gare (2 sconfitte casalinghe). E tra le prime 6 della classifica, è l’unica squadra battuta dai giallorossi nel girone di ritorno, dopo i ko contro il Napoli, il pari con l’Atalanta e la sconfitta contro la Lazio. Manca la Juve, ospite domenica all’Olimpico: l’obiettivo è non farla festeggiare in anticipo.

(Il Messaggero – U. Trani)

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