Paulo Dybala

AS ROMA NEWS EMPOLI DYBALA ABRAHAM – La Roma vince 2-1 ad Empoli e ritorna tra le prime della classifica, agganciando l’Udinese e rimanendo in scia di Napoli, Milan e Atalanta. A segno Dybala, con un gran gol, e Abraham, che ritorna al gol dopo quello messo a segno all’Allianz Stadium.

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IL RITORNO ALLA JOYA – Era importante vincere, per scollarsi di dosso una settimana horribilis con due sconfitte consecutive. E ancora meglio se ci si riesce con un gol di Dybala, che fa quello che vuole contro l’Empoli: segna, imposta, apre il gioco ad occhi chiusi, fa l’assist per il 2-1 di Abraham. Insomma, un vero e proprio asso nella manica per Josè Mourinho che assapora già la prossima sfida per metterlo in campo. Se la tenuta fisica lo assisterà, sicuramente Dybala sarà l’arma in più per le prossime, impegnative, sfide di questa stagione. A cominciare, naturalmente, dall’ultima prima della sosta contro l’Atalanta di Gasperini.

IBANEZ REDENTORE – Quando svetta di testa, in un’elevazione fantastica nell’area di rigore avversaria, sembra davvero non avere rivali. Solo il piedone di Parisi gli nega la gioia del secondo gol in campionato, che sarebbe stato meritatissimo a coronamento di prestazioni eccellenti e di una settimana da ricordare per lui, dove è arrivata la chiamata della Nazionale brasiliana. In difesa fa il suo dovere e se ci mettiamo le sue incursioni palla al piede, procurandosi anche il rigore, è la ciliegina sulla torta di una partita sensazionale. E’ un altro Ibanez, e si vede.

ABRAHAM THE KING – “Abraham, the King tu sei”. Il re è tornato, anche se deve divedere la corona con Dybala. Ma poco importa. Perchè se il primo tempo di Tammy era al limite dell’insopportabile, nella ripresa fa vedere tutto il suo repertorio, anche se Mourinho non è mai contento perchè “può fare molto di più di quello che avete visto”. E c’è da credergli, visto che lo scorso anno era il solo terminale offensivo e che ha siglato 27 gol stagionali. Quest’anno la musica è diversa e accanto a lui non c’è ancora un Zaniolo in grado di spaccare le partite (per via dell’infortunio che ha subito), ma un Dybala a tutto gas che gli confeziona il gol-partita. Poi entra Belotti: la concorrenza la sente, ma sicuramente potrà essere da stimolo per lui. Mourinho lo ha avvertito, e non erano solo a lui indirizzate le sue parole.

FLOP

MANCINI IN SOFFERENZA – Non è il Mancini che tutti conosciamo, quello cattivo, tignoso, che sradicava palloni oppure forniva addirittura assist vincenti. Se arrivano insistenti le voci di un possibile ritorno alla difesa a quattro, con lui che sarebbe il primo escluso, ecco che le sirene di una stagione che non è iniziata nel migliore dei modi si esprime ancora in una partita priva di mordente e condita da tanta confusione. La speranza è di ritrovare il vero Mancini, quello che ha fatto sognare anche e soprattutto a Tirana. Con la speranza che la testa non sia ancora lì.

PELLEGRINI E I RIGORI – I rigori si segnano e si sbagliano, è la legge del calcio, ma nella sua duecentesima partita in Serie A, magari sarebbe stato più opportuno far tirare il penalty a un Dybala oppure ad Abraham, visto che non mancano i rigoristi in squadra. Ma il problema è un altro: Pellegrini in quella porzione di campo, divisa con Dybala, si smarrisce e perde lucidità a fare le due fasi. Forse Mourinho quando parlava di giocatori che soffrono la concorrenza, si riferiva anche a lui. Fatto sta che l’appuntamento con il gol è ancora una volta rimandato. Forse sarebbe più opportuno abbassarlo in mezzo al campo come ad inizio stagione, quando il capitano giallorosso aveva iniziato bene nelle prime due partite. Ma c’era anche un Zaniolo in più.

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