Il flop di Pastore e la fatica di Nzonzi. I colpi dell’estate finiti sotto accusa

Javier Pastore

NOTIZIE AS ROMA NZONZI PASTORE – In tutto 51,2 milioni di euro, più 4 di possibili bonus. Non tutto il teso­retto incassato con la cessione di Alisson (62,5 più dieci di bonus) ma quasi, siamo lì. Sono i soldi che la Roma ha speso in estate per portare in giallorosso Javier Pastore e Steven Nzonzi, due dei gio­catori più discussi in questa tormentata stagione giallo­ rossa. Anche nella sfida di Firenze, quella dell’umilian­te 7­-1, dove Di Francesco si è visto costretto a cambiarli entrambi dopo appena 45 minuti.

Pastore perché ave­va di fatto sbagliato tutto quello che c’era da sbaglia­re, Nzonzi perché non ag­giungeva quella qualità e quel cambio di passo di cui invece la Roma aveva biso­ gno per provare a riprende­ re la partita di mercoledì se­ ra al Franchi (in quel mo­ mento peraltro ancora sul 3­1).

Se Pastore conti­nua ad essere quello visto a Fi­renze, difficilmente Di France­sco spenderà ulteriori jolly su di lui. Anche a costo di perderlo definitivamente nella logica del gruppo. Del resto, questo è davvero il momento delle scelte drastiche, non ci sono più ap­ pelli o carte di riserva. Per nes­suno, neanche per chi ha gioca­to e vinto tanto al Psg, esatta­ mente come El Flaco.

Diverso il discor­so di Steven Nzonzi, che finora non ha deluso come Pastore, ma non ha neanche mai con­vinto in pieno. Anzi. Di certo c’è che il vero Nzonzi finora a Ro­ma non si è mai visto, complici forse le scorie (e i bagordi) del Mondiale vinto in Russia, la preparazione effettuata in ri­tardo e l’ambientamento con un calcio (e una vita) diverse da quelle che ha affrontato prima in Francia, Inghilterra e Russia.

(Gazzetta dello Sport – A. Pugliese)

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