Edin Dzeko, attaccante della Roma

La Roma racconta la storia più affascinante del calcio italiano. Grazie al poker con cui ha travolto il Torino — il terzo nelle ultime 4 partite dopo quelli alla Fiorentina e al Villarreal — la squadra giallorossa ha segnato 81 reti stagionali. Nonostante Totti sia comprimario di lusso, il cui rinnovo ora viene cavalcato anche dal tecnico Spalletti, le cifre dei giallorossi sono folgoranti, ma è facile trovare la sintesi nel capocannoniere del gruppo, Edin Dzeko, che, oltre ad avere agguantato Higuain in testa alla classifica dei cannonieri con 19 gol, è salito a 29 reti stagionali, sempre più vicino al suo record personale di 36 centri fatto registrare nel Wolfsburg della stagione 2008-09.

Il rendimento del centravanti bosniaco è così straordinario da non sorprendere che la corsa alla Scarpa d’oro sia ormai un vero obiettivo stagionale. «È bastato fargli sentire fiducia — dice Spalletti —. È arrivato come un giocatore importante, essere poi etichettato come un “mezzettone” gli ha messo un po’ di confusione. Lui è un ragazzo sensibile e garbato. Non essendo il classico furbetto, questo fatto di non essere accettato gli ha creato confusione. Prima ho un po’ forzato la situazione, ma stando con lui l’ho stuzzicato. Anche stavolta poteva fare meglio, ma se si stufa e risponde, visto che è così grosso…lasciamo stare (ride, ndr)». E così il messaggio di Dzeko all’intervallo per certi versi può valere in modo subliminale anche per la Juve: «Non è ancora finita».

(Gazzetta dello Sport)



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