Paulo Fonseca

NOTIZIE AS ROMA – Difficile – si andava dicendo – che la sfida tra Roma e Juve conti zero per la classifica, ma prima o poi doveva accadere: Juve-Roma, stasera, allo Stadium, conta zero. E conterà zero anche una vittoria dei giallorossi (i quotisti di Stanleybet.it vedono leggermente favoriti i capitolini con una quota di 2,17 contro il 2,90 dei campioni d’Italia) che mai, da quando esiste il nuovo stadio bianconero, hanno portato a casa un solo punto.

Se così sarà, quel risultato positivo finirà nella statistica e magari pochi ricorderanno che il match contava, appunto, zero. Zero perché la Juve ha vinto il suo scudetto sarriano, la Roma ha chiuso al quinto posto, utile per non disputare i preliminari di Europa League. All’Allianz è accademia, prove, sperimentazioni, formazioni di protesta (vedi Juve). E sarà il palcoscenico per l’addio al fischietto di Gianluca Rocchi, ultima per lui in serie A.

Rocchi, arbitro controverso, se si parla della sfida tra i bianconeri e giallorossi. Una gara che ha rischiato di compromettergli la sua carriera, circa sei anni fa (era l’ottobre del 2014, la Juve vinse 3-2 allo Stadium, con rigori contestati e un arbitraggio che portò a una serie di polemiche velenose), la famosa sera del violino di Rudi Garcia, e ora a Rocchi tocca una partita ben più dolce, come saluto alla sua carriera. 

In ogni caso, Juve e Roma non sarebbe stata una sfida al veleno: i due club sono in sintonia politicamente e pure nelle strategie di mercato. Spesso e volentieri, si sono sedute a trattare, vedi il trasferimento di Pjanic nel 2016. E anche in futuro sono in cantiere altre operazioni, magari più complicate: Zaniolo, Mancini, Calafiori, Bernardeschi, il solito Rugani, che pure lo scorso anno, per parecchi giorni, è stato accostato alla Roma. Per non parlare dello scambio – ormai fatto – saltato (per infortunio) tra Mandragora (in forza all’Udinese) e Cristante. La rivalità è rimasta intatta tra i tifosi, che si ribellarono anche tanti anni fa quando Rosella Sensi scese a patti con Giraudo, in quel famoso caffè del Campidoglio, che tanto fece arrabbiare Franco Baldini.

Juve-Roma è fatta di storie così, contrastanti. Senza dover tornare ai tempi di Dino Viola, con i dietrofront di mercato – firmato Moggi – di Paulo Sousa e Ferrara, e prima ancora di Boniek, per finire poi alla guerra fredda con Franco Sensi, che culminò con la cessione forzata di Emerson in bianconero. Oggi, quasi calma piatta, al di là delle questioni di classifica. La partita ha solo un grande affaccio all’Europa: la Juve impegnata con il Lione nel ritorno degli ottavi di Champions, la Roma in gara secca con il Siviglia, ottavo di Europa League. 

A Mancini, squalificato, Fonseca ha concesso un giorno di riposo in più per recuperare in vista del Siviglia. Smalling giocherà e forse quella di stasera sarà l’ultima in maglia giallorossa. In difesa probabile turno di riposo a Kolarov, dovrebbero rientrare Ibanez e Fazio. Davanti c’è l’impiego di Zaniolo, sarebbe la sua prima dall’inizio dopo il lockdown.

A riposo anche l’uomo migliore della Roma, Edin Dzeko. Spazio a Kalinic, che contro la Spal e Brescia ha dato cenni di risveglio. Rivedremo con molta probabilità anche Perotti, ultimamente poco preso in considerazione. In mezzo, Villar il giovane in rampa di lancio, insieme con Calafiori e Fuzato (all’esordio) in porta.

«Non sono mai soddisfatto, è stata una stagione difficile ma penso che la squadra debba migliorare molto. Se possiamo avere continuità penso che potremo avere una squadra migliore con un rendimento più costante. I bilanci facciamoli a fine stagione», le parole di Fonseca. Che ora infatti pensa solo al Siviglia. Il futuro parte subito e Burdisso è il nome forte per il ruolo di ds. Una vecchia conoscenza, che Trigoria la conosce bene. 

(Il Messaggero – A. Angeloni)

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