Paulo Fonseca

ULTIME NOTIZIE AS ROMAL’allarme è suonato. La resa in campionato della Roma preoccupa in vista dell’andata della semifinale contro il Manchester United, prevista (a meno di rinvii dovuti alla querelle per la Superlega) il 29 di questo mese, scrive Il Messaggero.

Spegnere il motore e poi riaccenderlo di colpo nei due match ravvicinati con i Red Devils potrebbe infatti rivelarsi più complicato del previsto. E soprattutto non scontato. Di certo, il ko di domenica è preoccupante. Attualmente la Roma è settima. La rincorsa ad un posto in Champions, agganciando il quarto posto, è ormai diventata una chimera.

Nelle ultime settimane, però, con 4 punti in 5 gare, Fonseca è riuscito a complicarsi la vita anche nella rincorsa alla sesta piazza, che eviterebbe lo scivolamento nella serie C europea, rappresentata dalla Conference League (dove i giallorossi dovrebbero comunque disputare il playoff d’ingresso). La Lazio, infatti, è lontana 4 punti ma ha una gara da recuperare (con il Torino). Vincendola balzerebbe a +7.

Ancora una volta, nel torneo principe che dovrebbe rappresentare la stella polare della stagione, la caduta della Roma è netta, verticale, senza paracadute. Per il secondo anno consecutivo il campionato a Trigoria si conclude con largo anticipo. Un anno fa alla trentesima giornata, dopo le 3 sconfitte nelle prime 4 gare post-lockdown (con la squadra quinta a -15 dal quarto posto). Quest’anno alla trentunesima: dopo l’1-3 contro il Torino, Paulo è settimo a -8 dalla Juventus, quarta.

Quello che non ha convinto domenica, oltre all’atteggiamento della squadra, è il turnover drastico operato dal tecnico. Otto elementi diversi rispetto al match con gli olandesi: decisamente troppi. Non volendo considerare il portiere e limitandosi ai giocatori di movimento, i 7 volti nuovi tra Ajax e Torino non hanno eguali con le altre avversarie in coppa. Che hanno effettuato certamente qualche avvicendamento ma più limitato: 4 le sostituzioni operate dal via dallo United, dal Villarreal e dall’Arsenal, appena 2 per l’Ajax (di cui uno obbligato per il ko di Kleiber). Già giovedì contro l’Atalanta serve una prova d’orgoglio, una reazione. Per non trasformare le ultime 7 gare di campionato in un supplizio.

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