Roma, da Mancini a Veretout: se il mercato non è più furbo

Quello che attende la Roma (e gli altri club) in estate sarà un mercato inedito. Nuovo soprattutto nelle valutazioni. Il Covid-19 si prepara a rivoluzionare anche il calcio

Gianluca Petrachi

Quello che attende la Roma (e gli altri club) in estate sarà un mercato inedito. Nuovo soprattutto nelle valutazioni. Il Covid-19 si prepara a rivoluzionare anche il calcio. E non limitandosi ai calendari. Quello che fino a ieri infatti costava X, inevitabilmente – con la perdita d’incassi e la minore liquidità – subirà una svalutazione.

Se questo varrà per tutte le squadre, rischia però di penalizzare oltremodo i club che nelle ultime due sessioni si sono affidati alla formula del prestito con obbligo di riscatto. Quello che fino a gennaio rappresentava un modo per dilazionare i pagamenti, alleggerendo così i bilanci, ora rischia di trasformarsi in un pericoloso boomerang. Questo perché si pagherà un costo (maggiore) stabilito ieri per un calciatore che oggi – a meno di exploit – varrà certamente meno. Il caso della Roma è emblematico.

Nel «mercato furbo» di Petrachi, oltre ai due prestiti secchi’ di Smalling e Mkhitaryan (che ieri al Times sul futuro è stato alquanto sibillino: «Con Fonseca mi trovo bene. Nel calcio però tutto cambia: un giorno sei qui e un altro da un’altra parte»), il ds s’è mosso principalmente acquistando nell’immediato per pagare in futuro. Una strategia che non aveva fatto i conti con il Corona virus. Nella semestrale i primi effetti, visto che sono maturate le condizioni per i riscatti di Veretout (1+16+2 di bonus) e Mancini (2+13+8 di bonus). È solo l’inizio. Perez ha già collezionato la presenza che ha trasformato il prestito in obbligo d’acquisto (1+11+4,5 di bonus) mentre per Ibanez ci sarà tempo sino a giugno 2021 (prestito+8+2). Calciatori che la Roma sarà costretta a pagare con valutazioni passate ma che avranno poco riscontro con quelle future. 

Proprio Mancini ieri a Sky ha rivelato l’anomalia di questi giorni, vissuti perlopiù chiusi in casa: «La mia routine? Mi sveglio, faccio colazione, aiuto un po’ mia moglie nelle cose di casa, pranzo e poi inizio a allenarmi. L’altro giorno abbiamo fatto una videochiamata di gruppo, eravamo 30. Ci hanno dato anche un nuovo piano di alimentazione».

(Il Messaggero) 

APP ROMAGIALLOROSSA.IT PER APPLE
APP ROMAGIALLOROSSA.IT PER ANDROID

© RIPRODUZIONE RISERVATA