Josè Mourinho

AS ROMA NEWS VENEZIA MOURINHO – Inutile nasconderlo, la finale di Conference League è già cominciata. Il problema è che, oltre al Feyenoord, la Roma deve gestire due gare sulla carta delicate come quelle contro Venezia e Torino. In ballo c’è parecchio, visto che la squadra potrebbe chiudere il campionato al 5° o all’8° posto, e questo potrebbe fare enorme differenza in chiave partecipazione all’Europa e relativi incassi, scrive La Gazzetta dello Sport.

Perciò, mentre gli olandesi preparano un ritiro in Portogallo in vista della finale, José Mourinho deve gestire la rosa sotto tre punti di vista chiave: condizione, concentrazione e comunicazione.

Il primo scopo sarà quello di gestire la rosa senza fughe in avanti. Dopo 52 partite stagionali la squadra è stanca. Per questo a Trigoria si lavora ancora di più sulle preparazioni personalizzate, che consentano la migliore gestione di ogni singolo. «Non abbiamo la rosa per fare cambi enormi – spiega il portoghese –. Non abbiamo il livello di esperienza e non abbiamo due giocatori molto simili per poter fare 8-9 cambi per gestire. Con la Fiorentina eravamo stanchi e ho spiegato che abbiamo corso circa 140 km più di altre squadre, considerando il numero delle partite. e questo si paga». Poi c’è da occuparsi dell’unico infortunato di lusso: Mkhitaryan. È già partito il piano per recuperarlo in vista della finale, ad oggi, Mou dice: «Non sono sicuro possa farcela».

L’altro aspetto è quello della concentrazione. Contro il Venezia qualsiasi risultato diverso dalla vittoria sarebbe un mezzo disastro. Il problema è che il tifo ormai pensa solo alla finale di Tirana, e quindi tocca a Mou cercare di far restare il gruppo, soprattutto i titolari, con una soglia di attenzione molto alta. «Spero e credo che la concentrazione resti alta», dice Mou. Un po’ come quella dimostrata di Kumbulla, che in allenamento si è scontrato con lo stesso allenatore, che scherza così. «Mi ha distrutto un piede».

Forse anche per tenere alta la soglia di attenzione, lo Special One ieri – dopo aver fatto ironicamente gli auguri a Zeman che lo aveva criticato – ha di nuovo attaccato gli arbitri. «Mi sembra che ci sia gente che magari è anche interessata che noi finiamo all’8° posto e con la speranza che vinciamo la finale, perché così sarebbe fantastico per il calcio italiano avere 8 squadre in Europa l’anno prossimo. Questo, però, non si deve fare, a costo di commettere una ingiustizia e una mancanza di rispetto verso gente che lavora tanto come noi facciamo. Siamo un po’ stanchi di arbitri, Var e avere problemi nelle nostre gare. Gli arbitri sono puniti, senza poter lavorare dopo 3-4 settimane. Questo è un modo del potere di dire che loro hanno sbagliato, ma dove sono i punti? dal 5° all’8° posto è tutto aperto. Non vorrei dire ciò che ha detto il PSV alla fine del campionato: «Complimenti all’Ajax, agli arbitri e al Var».

In ogni caso il tecnico è ottimista per il futuro. «Un giorno la Roma farà il salto di qualità. Stiamo crescendo. Se penso ad agosto scorso, abbiamo fatto un gran lavoro. Occorre tempo, e io ho ancora due anni di contratto, anche se per altri club il tempo non è necessario. Poi è una questione di qualità e quantità della rosa, ma la proprietà vuole arrivare in alto e io pure, se no non sarei venuto qua». Proprio per questo il finale della Roma deve essere all’altezza delle ambizioni.

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