Dan Friedkin

NOTIZIE AS ROMA FRIEDKIN – La seconda volta, in fondo, è più bella ancora della prima. Dan e Ryan Friedkin erano già stati a Trigoria nel novembre scorso, accolti con gli onori che meritavano come potenziali acquirenti del club, ma tornarci da titolari dell’eredità sportiva e passionale rappresentata dalla Roma è stata tutta un’altra cosa. Arrivati nella Capitale due giorni fa, i nuovi proprietari – dopo un rapido blitz nella sede di viale Tolstoj – accompagnati dai manager Williamson e Walker, hanno attraversato i cancelli del centro sportivo intorno alle 16, per poi rimanervi per assistere all’allenamento da dietro ad una porta e vedere pochi minuti anche degli Under 12 al lavoro.

A fare gli onori di casa, stavolta, non c’era l’a.d. Guido Fienga, chiuso in casa in attesa di fare il tampone (oggi, insieme a Calvo) dopo il caso scoppiato in Lega per via della positività di De Laurentiis. Per la dirigenza, quasi una beffa, considerando che il Napoli aveva chiamato in giudizio la Roma per presunte inottemperanze delle norme Covid (martedì l’udienza).

Ma così è la vita e tutto sommato ieri è stato un giorno felice per la società, che ha abbracciato il presidente e suo figlio, destinato a stare spesso nella Capitale. Le prime indiscrezioni, infatti, dicono che – pur non escludendo che la coppia possa fare un blitz a Cagliari per assistere all’amichevole di domani – domenica Dan Friedkin possa riprendere la via degli Usa, lasciando il figlio e dando appuntamento forse per l’esordio in casa con la Juve.

In questi giorni alloggeranno in un hotel di Ladispoli (finora chiuso per via del Covid), ma stanno già cercando casa in centro. Anzi case, visto che parrebbe non abbiano intenzione di abitare insieme. In ogni caso, la cifra stilistica dei Friedkin è la riservatezza. Agevolata anche dal fatto che negli spostamenti Dan Friedkin riesce a essere assai flessibile, in quanto in grado di pilotare i propri aerei.

Il primo incontro “tecnico” i nuovi proprietari lo hanno avuto con Paulo Fonseca, che avevano gia conosciuto in video chiamata. I due si sono informati sulle condizioni della squadra e sul tipo di gioco che intende fare, spiegando nel contempo all’allenatore come la pandemia abbia ulteriormente messo in ambasce il bilancio e quindi reso difficile il mercato.

L’impressione reciproca, comunque, è stata confermata ottima, ed il senso del messaggio presidenziale al portoghese è stato questo: «Speriamo di fare grandi cose insieme». Lo stesso riservato a Edin Dzeko, capitano della squadra, raggiunto ieri da una telefonata della dirigenza, che gli ha ribadito un pensiero noto: non ti vogliamo vendere. E il bosniaco, pur attratto dalla Juve, di sicuro non punterà i piedi per andare via.

Poi i proprietari hanno incontrato la squadra, dicendo anche qualche parola in italiano: «Finalmente siamo qui». Il senso del discorso ai giocatori è stato questo: «Sappiamo che la Roma ha una grande tradizione. Abbiamo intenzione di lavorare seriamente per farlo. Mettete in campo tutto il vostro impegno. Abbiamo fiducia in voi».

Intanto è atteso un contatto anche fra i Friedkin è Zaniolo, che tra oggi e domani partirà per Innsbruck, visto che domenica sarà operato al ginocchio sinistro. Possibile che la Roma gli metta a disposizione un aereo privato per il viaggio insieme ai suoi affetti. Non basta. È probabile poi che i Friedkin non si siano presentati a mani vuote.

Il primo regalo, infatti, potrebbe essere Smalling, che non si allena con lo United. Il club inglese ha ricevuto una nuova proposta, sempre intorno 12-13 milioni, ma stavolta il difensore ha fatto capire chiaramente ai suoi dirigenti che vuole la Roma. Chi saluta invece è Florenzi. Si stanno infatti limando gli ultimi dettagli che porteranno l’ex capitano al Psg. La formula è il prestito oneroso di un milione, con diritto di riscatto per 11.

Titoli di coda sull’agenda presidenziale in via di definizione. Possibile un incontro con la sindaca Raggi, così come con Malagò e Gravina, mentre non è certo quell’«appuntamento per un caffè» che Totti e i tifosi prima o poi si aspettano. Il fronte Campidoglio, però, è il più caldo per via del nuovo stadio. D’altronde, nella prima intervista che il presidente ha rilasciato diceva: «Sarà un impianto bellissimo e vogliamo farlo presto». La palla, quindi, passa alla politica, ma una cosa è certa: allacciate le cinture, i Friedkin sono arrivati e la Roma non sarà più la stessa.

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