Zaniolo-Roma, primi attriti: posizione in campo e contratto i rebus da sciogliere, se no sarà addio

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Nicolò Zaniolo

Inutile nasconderlo: ci è rimasto male. Nicolò Zaniolo, per mille motivi, si era segnato la data del 21 aprile 2019 sul calendario: ritorno a San Siro, contro l’Inter che non aveva creduto in lui fino in fondo, con la meritata fama di rivelazione del campionato. I suoi progressi nella Roma – 24 presenze e 4 gol in serie A, 7 e 2 in Champions League – lo hanno messo sotto gli occhi tutti e non solo del commissario tecnico Roberto Mancini. Intorno a Nicolò si è già aperta un’asta internazionale, anche se il presidente romanista James Pallotta non ha intenzione di venderlo, almeno per questa stagione. Zaniolo, invece, sabato sera è andato in panchina e anche quando è entrato, nel secondo tempo, al posto di un inconsistente Cengiz Under, non ha certo brillato.

GIUSTIFICAZIONI – Claudio Ranieri ha giustificato così la prestazione del Wonder Boy: “Può avere sofferto San Siro, era la prima volta che ritornava. Ci può stare”. Non è mancata, però, l’ennesima bacchettata: “Non sta attraversando un periodo di grande forma, anch’io mi aspettavo qualcosa di più quando l’ho fatto entrare in campo”. Zaniolo, diffidato, è stato anche ammonito e dovrà saltare la prossima gara contro il Cagliari. È una normale crisi di crescita per un ragazzo di 19 anni?

CON RANIERI I PRIMI PROBLEMI – Con Ranieri è arrivato il pane duro. Il tecnico, per ragioni tattiche e di esperienza, preferisce Lorenzo Pellegrini nel ruolo di trequartista e Zaniolo è finito spesso a fare l’esterno di destra nel 4-2-3-1, ruolo che non è esattamente nelle sue corde. L’impegno non è mai mancato, la qualità è calata. Con Ranieri ha segnato un solo gol, nel 2-2 casalingo contro la Fiorentina del 3 aprile.

PROBLEMA CONTRATTO – Zaniolo ha un contratto fino al 2023 da 300mila euro netti a stagione, che attraverso i bonus a rendimento è però già salito a 700mila. È di gran lunga il giocatore meno pagato della rosa e la situazione è ben presente al club giallorosso. Un’idea è aspettare luglio per rinnovare con un anno in più, fino al 2024. La richiesta del procuratore è adeguarsi ai giocatori importanti: non meno di 2,5 milioni netti, oppure 2 ma con facili bonus. La Roma vorrebbe partire da una cifra un po’ più bassa per salire anno dopo anno. Non c’è una fretta spasmodica e conterà anche il piazzamento finale in campionato. Con la Champions ci sono certe entrate, senza no. È invece una certezza che i giocatori importanti, nelle partite importanti, non vanno in panchina. Altrimenti vanno altrove.

(Corriere.it – L. Valdiserri)

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