Josè Mourinho

ULTIME NOTIZIE AS ROMA MILAN MOURINHO – Lucido più che arrabbiato. L’analisi di Mourinho nel post-gara si può dividere in due parti. La prima tecnica, l’altra riferita agli episodi arbitrali, scrive Il Messaggero. Sulla partita: «Siamo rimasti sempre nel match. Il problema, però, è che a livello tecnico abbiamo disputato una gara di basso livello, perdendo palla con una facilità incredibile. Se parliamo dei problemi di qualità ok, non posso dire nulla. Se guardo il primo gol e l’ultimo rigore, sono due esempi chiari dove con il pallone crei situazioni da gol per gli avversari. Ci sono altri momenti in cui abbiamo sbagliato tanto ma non ho visto problemi caratteriali, di organizzazione o tattici ma solo di mancanza di qualità tecnica. Siamo una squadra di media qualità che poteva avere pure 3-4-5-6 punti in più. Poi però c’è anche dell’altro…».

E qui inizia l’altra valutazione che unisce l’arbitraggio di Chiffi e l’operato al Var di Aureliano che i social del club giallorosso fotografano nella trattenuta di Tonali a Zaniolo: «Non mi è ancora arrivata nessuna immagine dove si vede chiaramente che quello fischiato al Milan nel primo tempo è rigore. Quello che si vede è Tammy che apre il braccio ma non il contatto netto. Aureliano era a casa ma voleva stare qui… Ho parlato con Chiffi e gli ho chiesto la clip dell’episodio. Se paragoni questo rigore a quello di Zaniolo e di Ibanez, allora sono tutti rigori. Dipendesse da me non ne assegnerei nemmeno uno. Chiediamo uniformità. A livello arbitrale siamo sempre noi gli sfortunati».

L’ex difensore Barzagli, ai microfoni di Dazn, prova a pungolarlo dichiarando che il rigore dipende dalla parte che lo osserva. Mou coglie l’assist al volo: «Tu sei stato dentro una vita nel calcio ed è esattamente per questo che il Var deve stare tranquillo, zitto, bere il tè e che lasci andare la partita. Se vuoi fare il fenomeno, chiama Chiffi, che non ha avuto la personalità. Noi siamo piccolini, sono ormai qui da 6 mesi e mi sto abituando. Ma è una cosa a cui non ci si deve abituare».

Stesso atteggiamento verso i cori razzisti. Così quando ieri lo spicchio dei tifosi romanisti ha iniziato a intonarli contro Ibrahimovic, il tecnico ha chiesto di smettere. Richiesta subito accolta. Ora però bisognerà capire cosa avranno sentito gli 007 della procura federale. A novembre, infatti, i cori all’Olimpico contro lo svedese erano valsi una pena sospesa con l’avvertimento che se fosse stata commessa analoga violazione, la sospensione sarebbe stata revocata e chiuso il settore.

Passerella finale sulla squadra che lo cercò negli anni scorsi in Italia: «Tre anni fa mi chiamò il Milan. Dopo tre giorni ho risposto tornate a casa, non verrò’. E visto quello che è successo oggi, sono doppiamente contento di quello che ho risposto. Sono appassionato della Roma».



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