Volano gli stracci. Per difendersi dall’accusa di aver «venduto Pjanic in un quarto d’ora» e contro la sua volontà, la Roma rende pubblica una lettera di protocollo, da tenere riservata, scritta dal giocatore alla società, in cui si evince un’intenzione diversa: «Mi avvalgo del diritto di essere ceduto a un altro club».

Le solite unghie sulla lavagna. Come della telenovela del rinnovo di Totti anche di questo si poteva fare a meno. Una storia semplice come il trasferimento di Pjanic alla Juventus, utile a far convergere gli interessi di tutte e tre le parti in causa, Roma, Juventus (due club alleati nella politica sportiva) e giocatore, diventa uno sgradevole intrigo da cui emerge una verità: che da Roma pare sempre che si scappi.

I dettagli dell’affare Pjanic sono noti: 38 mln di clausola rescissoria di cui Pjanic avrebbe dovuto riscuotere il 20% ma vi ha rinunciato (come da lettera). Recupererà 5 mln con l’ingaggio futuro (circa 6 mln a stagione). Se vuole sostituire Rüdiger la Roma perderà altri pezzi. Bisognava rassicurare Spalletti. Lo stanno facendo alla rovescia. Tutto scorre, poco resta, caro Luciano. Nemmeno Digne forse. In poche ore solo nuvole.

(La Repubblica – E. Sisti)

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