Il mio braccio libero: De Rossi e Gomez alla guerra di fascia

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Daniele De Rossi e Kostas Manolas

FASCIA DA CAPITANO – Pensavate che i problemi del calcio italiano fossero le tensioni per la Serie B tagliata, il rischio di sciopero dei calciatori o il braccio di ferro sulle elezioni federali? E invece, si può discutere pure sulla fascia di capitano. Purché si abbia voglia di sorriderne. Chissà se ne parleranno pure Daniele De Rossi e il Papu Gomez lunedì, quando si ritroveranno da avversari al centro del campo dell’Olimpico con Roma e Atalanta. I capitani ribelli della prima giornata sono loro due e nessun altro, perché anziché “piegarsi” al bracciale unico disposto dalla Lega (con il sostegno tra l’altro dei loro rispettivi club), hanno scelto di indossare una fascia propria, personalizzata.

L’argentino ne ha messa una dalla collezione variegata di cui dispone, il romanista ha scelto il cuore, portando al braccio un nastro rosso con impressa la frase all’interno – “sei tu l’unica mia sposa, sei tu l’unico mio amor”. Citazione di un coro della curva sud che gli è valso il sostegno incondizionato del suo pubblico nell’opera di distinzione dalle masse. Un po’ come quando a scuola, per sentirsi diversi, si arrivava a dire alla mamma: “Va bene il grembiulino, ma il colletto bianco, no!”.

Il Papu, pasionario della prima ora contro la novità, sui social l’aveva tradotta addirittura in una guerra di corporazione ( «Noi giocatori ormai contiamo sempre meno» ). Per poi giustificarsi a fine partita: «Quella della Lega mi stava larga, spero me ne mandino una più piccola». E magari per un ragazzo alto 165 centrimetri la motivazione regge. Anche se il giorno prima Insigne, due centimetri più basso, l’aveva indossata senza problemi. Entro poche ore comunque il capitano dell’Atalanta ne riceverà una adatta alla misura del suo braccio: e tutte potrebbero essere riviste nella larghezza.

Per convincere De Rossi servirà un po’ più di pazienza e una piccola opera diplomatica: da Milano è partita una telefonata che ha raggiunto Trigoria dove magari gli faranno presente che sì, insomma, non sarebbe male mettere la fascia uguale agli altri. In ogni caso pure lui pare ben disposto, complice forse l’idea di una multa per divisa non regolamentare del giudice sportivo: ché per il primo turno ha optato per l’indulgenza, «ma adesso non ve ne approfittate» . Ma per i Pallotta’s non sarebbe una novità, visto che già qualche anno fa fecero i conti con Rudi Garcia e le sue comunicazioni via walkie talkie con la tribuna, che costavano ammende settimanali.

La Fiorentina non ha giocato la prima, ma anche Pezzella è tra i dissidenti: difficile dargli torto, visto che chiede – insieme ai compagni – di poter indossare la fascia che fu di Astori. E gli altri? Non si gioca già tutti con lo stesso pallone? Se domani allo Stadium o a San Siro ne comparisse uno con i colori della squadra di casa, non farebbe effetto? Eppure, fino a una quindicina di anni fa era del tutto normale. La fascia poi si presta anche a utilizzi alternativi: può essere dedicata a messaggi sociali comuni per tutte le squadre, ad esempio. E infatti Roma e Atalanta hanno dato l’ok alla novità. Forse, però, senza chiedere cosa ne pensasse il capitano.

(La Repubblica – M. Pinci)

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