Dan Friedkin

NOTIZIE AS ROMA FRIEDKIN – È iniziata davvero l’era di Dan e Ryan Friedkin a Roma. Il presidente giallorosso e suo figlio sono sbarcati mercoledì nella Capitale in gran segreto: la voce della loro presenza si rincorreva da tempo e due giorni fa erano stati avvistati a Venezia alla Mostra del Cinema, ma fino a ieri pomeriggio nessuno ne aveva certezza.

Invece i Friedkin non solo sono arrivati a Roma, ma ieri sono andati a Trigoria a conoscere Paulo Fonseca e i calciatori (hanno anche assistito ad una parte dell’allenamento della prima squadra e di una formazione del settore giovanile che stava lavorando su un campo adiacente), con tanto di messaggio di sostegno diretto a Nicolò Zaniolo, che domenica prossima si opererà in Austria. Una promessa, quella di andare a conoscere la squadra e l’allenatore, fatta pochi giorni fa con le dichiarazioni al sito della società e subito mantenuta.

Pur non essendo molto amanti delle telecamere – infatti sono pochissime le loro foto o immagini in circolazione – i Friedkin sanno che, almeno all’inizio del loro soggiorno romano, tutte le attenzioni dei tifosi giallorossi saranno incentrate su di loro e sanno anche che una loro presenza costante nella Capitale – sarà Ryan il vero punto di riferimento – sarà il vero elemento di discontinuità con la presidenza di James Pallotta. Tanto da decidere di affittare due case, evitando le stanze di albergo che, seppure lussuose, fanno sempre pensare a un «mordi e fuggi»

Tanti gli appuntamenti in agenda: per prima cosa Dan e Ryan voglio capire come funziona il mondo Roma e prendere conoscenza della nuova realtà, poi hanno intenzione di studiare nel dettaglio tanto l’aspetto economico quanto quello sportivo della Roma. Ecco perché, con Smalling virtualmente giallorosso (l’ufficialità a breve), l’intenzione è quella di tenere Edin Dzeko, parlare con Pellegrini come vice capitano della squadra e come romano in rosa, conoscere a fondo Paulo Fonseca e le sue idee calcistiche.

Oltre a quelli strettamente calcistici sono in programma anche tanti incontri istituzionali: se ieri è stato il giorno della squadra (i Friedkin sono usciti da Trigoria intorno alle 19, a bordo di due automobili di grossa cilindrata dai vetri oscurati), nelle prossime ore, senza fretta, incontreranno il presidente del Coni, Giovanni Malagò, quello della Federcalcio, Gabriele Gravina e, tra gli altri, la sindaca Virginia Raggi e il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Anche per loro la costruzione dello stadio di proprietà è importante, importantissimo, e questo diranno alla prima cittadina. A differenza di James Pallotta, però, non vogliono farne il cuore del loro business. Quello – ed è la più grande novità – sarà comunque l’aspetto sportivo.

Un’altra novità è che i Friedkin, ieri, hanno scambiato anche qualche parola in italiano. «Siamo felici di essere qui. Sappiamo che la Roma ha una grande tradizione e vogliamo fare grandi cose. Sappiamo che ci sono da risolvere dei problemi e abbiamo intenzione di lavorare seriamente. Voi mettete in campo tutto il vostro impegno. Abbiamo fiducia in voi». E a Fonseca: «Insieme speriamo di fare grandi cose».

© RIPRODUZIONE RISERVATA