Ripartenza. Anzi, ripartenze. Il calcio prova a uscire dal tunnel e il consiglio federale tiene a galla non solo il tentativo di portare a termine la serie A, ma anche la situazione della B e soprattutto quella dell’ingarbugliata serie C, che la Lega Pro aveva proposto di chiudere con tanto di promozioni e blocco delle retrocessioni.

Intanto si procede sulla scia del protocollo approvato dal Cts per gli allenamenti collettivi, e soprattutto del vertice annunciato da Spadafora con il mondo del calcio per il 28 maggio. Figc e Lega sperano che quello possa essere il giorno della svolta. E vanno avanti con la loro tabella di marcia. Il comunicato finale del consiglio federale parla di 20 agosto come termine per chiudere i campionati (e il 31 la stagione), ma le date del piano A sono sempre le stesse: si lavora per il 13 giugno come primo atto della ripresa (sperando che il governo possa cambiare la norma che vieta fino a domenica 14 ogni evento, anche a porte chiuse) e il 2 agosto come ultimo.

Sarà un’estate in apnea. Perché lo spostamento di Euro 2020 costringe a procedere a spron battuto anche per la stagione prossima. La serie A dovrebbe ripartire il 12 o al massimo il 19 settembre.

Il consiglio federale ufficializza l’ipotesi playoff-playout. In caso di interruzione, si scalerà la marcia per provare comunque a chiudere la stagione. E il format? Si tratterebbe comunque di playoff non chilometrici. Quanto al mercato, si aprirà probabilmente il primo settembre per chiudere il 5 ottobre.

(Gazzetta dello Sport)

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