Cengiz Under, Justin Kluivert

Mai come stavolta il mercato sarà importante per la Roma. Diciamo che, a spanne, da una rosa di 28 giocatori più o meno stabilmente in prima squadra, l’obiettivo è scendere a 23, con un taglio del monte ingaggi (prestiti compresi), pari a circa 160 lordi, del 15%. In ogni caso, vendere sarà prioritario, per poi piazzare qualche buon colpo – in stile Smalling o Mkhitaryan – fra prestiti e parametri zero.

Per questo motivo non è un mistero che Under, Kluivert e Schick abbiano virtualmente la valigia in mano. Il cartellino del prezzo dice: 30 milioni per il turco, 40 per l’olandese e 29 (già fissato) per Schick.  Il problema è che non è affatto facile ottenere quelle cifre, neppure per l’attaccante ceco, per il quale arriverà certamente uno sconto, sopratutto se il club tedesco non andrà in Champions. Inutile dire che – oltre ai rientranti Gonalons, Olsen, Coric, Florenzi e Karsdorp – sarebbero sul mercato anche i vari Perotti, Fazio, Pastore e quasi tutti (eccetto Zaniolo e Pellegrini) possano aiutare a fare cassa.

Una cosa è certa: i 120 milioni che servono prescindono dai circa 60 della ricapitalizzazione e sono un mix fra plusvalenze (la maggior parte) e necessità di liquidità. Ma non si dovrà perdere di vista la competitività della squadra.

E visto che Pallotta smentisce nuove offerti di Friedkin (“fake news, io ascolto tutti“), si cerca di portare a casa quei parametri zero che sono nel mirino della società.

Detto che il primo obiettivo sarebbe la conferma di Smalling, si prova a convincere Vertonghen – che non trova l’accordo per il rinnovo col Tottenham – ad accettare la Roma, mentre è più agevole Bonaventura. Infine, l’arrivo di Pedro dipenderà da Mkhitaryan (sì o no?).

(Gazzetta dello Sport)

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