Roma, ora in fila c’è anche Ranieri

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Claudio Ranieri

Maurizio Sarri, Antonio Conte, Gian Piero Gasperini, Marco Giampaolo, una fila di pretendenti (o di pretesi). Ranieri, col suo traghetto, si piazza in scia. Segue, aspetta. “Non sta a me stabilire se la società abbia o meno un progetto credibile, ma menomale che mi avete messo in lista… Non stabilisco i programmi futuri, siamo gli ultimi a sapere le cose. Penso a fare il mio per quest’anno, ma dipende da quello che vuole fare il presidente e da che cosa faremo alla fine della stagione”, le parole di Ranieri.

Dichiarazione ben diversa da quella rilasciata appena arrivato, quando parlava di missione di tre mesi. Il piatto è ricco, la società non ha ancora in mano l’allenatore e giustamente Ranieri si candida, mandando messaggi urbi et orbi, compreso ai suoi dirigenti, guarda caso, all’indomani del summit di Boston. “Non mi sento un profeta, ma un professionista che alcune volte ha avuto le possibilità di poter lavorare come so, in altre sono arrivato in momenti storici non positivi. Sono soddisfatto della mia carriera, che non è finita ancora” dice Ranieri.

Il riferimento è alla carriera da allenatore. Che domani si gioca un pezzo di Champions a San Siro, contro la sua Inter, che però non ha nel cuore. “Se ci fosse una battuta d’arresto non cambierebbe il nostro umore, ma un risultato positivo potrebbe darci una spinta notevole. Far bene significherebbe molto, perdere non cambierebbe la nostra determinazione di arrivare alla fine lottando su ogni pallone”.

(Il Messaggero – A. Angeloni)

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