Guido Fienga

NOTIZIE AS ROMA – La piazza, dopo il passaggio di proprietà da James Pallotta a Dan Friedkin (lunedì scorso), si interroga sulla Roma che verrà. Quella che giovedì riparte (con i tamponi). L’allenatore è lo stesso, non c’è stato tempo di trovare il sostituto di Paulo Fonseca che prepara la sua seconda stagione sapendo di essere sotto esame. Anche la squadra è per ora identica.

L’unica novità è Pedro che, reduce dall’intervento alla spalla, non è però disponibile e solo dopo la visita specialistica sarà chiamato a firmare il contratto biennale. Anche il management è sempre quello: ha gestito la svolta e chiuso l’annata il 6 agosto a Duisburg contro il Siviglia. A quanto pare non sarà cambiato, a meno di ribaltone improvviso in altri club, in queste settimane: la decisione, magari con l’insediamento del nuovo presidente, a mercato dunque concluso (il via 1° settembre, lo stop il 5 ottobre). In questo senso il dibattito sulla mancanza del ds resta d’attualità: la gente è perplessa, perché convinta che senza lo specialista sia complicato allestire un gruppo subito competitivo.

Non è quello che pensano, però, nella sede di Viale Tolstoj: Guido Fienga, il ceo confermato da Friedkin, è a Roma da venerdì, pronto a gestire questa fase in prima persona. E con Morgan De Sanctis, nominato formalmente ds dopo il licenziamento di Gianluca Petrachi, al suo fianco e comunque operativo a Trigoria in queste ore. Lo vorrebbero Verona e Cremonese, ma ha dato la disponibilità al ceo per questo periodo di transizione. Il settore giovanile è roba sua. E segue diverse situazioni della prima squadra, sempre in sintonia con Fienga e, se serve, confrontandosi con Fonseca. Non c’è, insomma, fretta di scegliere il sostituto di Petrachi.

Fienga ha ribadito il suo pensiero a Dan (non Ryan) Friedkin nel vertice di mercoledì a Londra: adesso non ha bisogno del ds. Anche perché le operazioni più articolate andranno fatte con la Juve, l’Inter e il Napoli. Sono i top club italiani con i quali ha già lavorato l’estate scorsa e anche a gennaio: feeling con il bianconero Fabio Paratici, braccio di ferro con l’interista Beppe Marotta e altalena con Aurelio De Laurentiis. Ha fatto affari (e non) con questi interlocutori, con cui si confronta quotidianamente.

Ballano giocatori di primo piano: Dzeko, Under, Kluivert e Florenzi. Nazionali, per capirsi. Se serve l’ambasciatore per l’estero ecco il manager Giuffrida che ha recentemente agevolato lo sbarco di Pedro e si appresta a trovare la sistemazione ideale (e il prezzo giusto) per Schick. Ovviamente ha promesso a Friedkin che, in cambio dell’attesa, gli proporrà qualche candidato eccellente per riempire il vuoto nell’organigramma societario. Paratici è il top, ma la Juve se lo tiene stretto: il suo contratto, comunque, scade a giugno. Ma senza alcuna certezza, la Roma non può stare più di un anno senza ds.

A Fienga piace anche Piero Ausilio che ha rinnovato con l’Inter fino al 30 giugno 2022. La famiglia Zhang, anche se legata al ds, ancora non sa se resterà Conte, contrario a rimanere a Milano con Marotta e Ausilio. Che se si dovesse liberare, avrebbe garantito il posto a Trigoria. Cristiano Giuntoli, invece, è solo spettaore interessato: deve pagare una penale (più di 2 milioni) per lasciare il Napoli che lo blindato fino al 30 giugno del 2024.

(Il Messaggero – U. Trani)

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