Paulo Fonseca

ULTIME NOTIZIE AS ROMA AJAX FONSECA – La notte di Amsterdam profuma d’impresa, scrive La Gazzetta dello Sport. Certo, la qualificazione deve essere ancora santificata, ma le fondamenta messe dalla Roma paiono essere solide. Persino il pallone scagliato in faccia dal raccattapalle a Calafiori (“vendicato” a parole a fine partita anche da Diawara) finisce per perdersi nel folclore, visto che il terzino sorride e dice: “Ci può stare, fa rabbia quando si perde tempo“.

Tutto tranquillo, se non fosse che Fonseca ringhia la sua verità. “Io devo fare il mio lavoro, non posso controllare le critiche. Devo dire che accetto sempre le critiche. Quello che più mi dispiace sono le bugie, che sono tante. La Roma sta rappresentando l’Italia, e in una settimana importante come quella della partita con l’Ajax si creano tante bugie. Non è positivo, in questo momento dobbiamo essere tutti italiani e aiutare le squadre italiane. Per me è difficile accettare che si creino tante bugie intorno alla squadra, possiamo dire che non le ascoltiamo e non le guardiamo, ma è difficile non farlo. Questa settimana hanno creato un caos dicendo che i giocatori mi hanno affrontato, hanno fatto una riunione prima dell’allenamento. Avete scritto che mi hanno mandato a quel paese e non è mai successo. Tutte cose inventate. Non so come si possa dire questo. Non c’è serietà quando si scrive questo. Non posso controllarlo. Quello che posso controllare è il mio lavoro e quello dei ragazzi, sto cercando di farlo in modo equilibrato. Non voglio creare alibi, ma non è facile stare a lungo senza Veretout, Smalling e Mkhitaryan“. Alla fine però ammonisce: “La qualificazione non è ancora chiusa, perché anche oggi abbiamo commesso degli errori difensivi, ma in generale abbiamo fatto una grande partita“.

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