Stephan El Shaarawy

AS ROMA NEWS NAPOLI MOURINHO – Per fortuna la prossima il Napoli la gioca in trasferta. Perché nelle ultime due al Maradona la squadra di Luciano Spalletti ha bruciato il sogno scudetto raccogliendo un solo punto contro Fiorentina e Roma e perdendone negli stessi turni 5 nei confronti dell’Inter e 3 dal Milan, scrive La Gazzetta dello Sport.

Ancora l’aritmetica lascia speranze scudetto agli azzurri ma il modo in cui è maturato il pareggio della Roma, con la squadra di casa in crollo verticale nel finale, non lascia spazio nemmeno ai più incalliti ottimisti. Fin quando gli spallettiani hanno tenuto la sfida sul binario del palleggio, l’hanno controllata, meritando anche il vantaggio. Al di là che questo arrivi su rigore.

Ma nella ripresa Mourinho ha dimostrato di tenere la squadra in pugno ed è riuscito a darle una carica agonistica notevole, che – metaforicamente parlando – spallata dopo spallata ha tolto certezze al Napoli regalando autostima a Pellegrini e compagni che alla fine raggiungono il pari e cercano la vittoria, mentre Zielinski e compagni non riescono più nemmeno a mettere il naso nell’area avversaria. E per i giallorossi arriva il dodicesimo risultato utile consecutivo in campionato, la migliore serie aperta attualmente.

E se alla fine dagli oltre 40 mila del Maradona arriva anche qualche fischio per Spalletti, diciamo che nella delusione ci può stare. Vero che il campionato del Napoli rimane positivo e la qualificazione Champions è a un passo. Ma ancora una volta sul più bello la squadra è venuta meno, è mancato il salto di qualità.

Se da Ancelotti a Gattuso (vituperato ma a questo punto del campionato aveva solo un punto meno di oggi), fino a Spalletti nessuno è riuscito ad alzare l’asticella, significa che c’è qualcosa di più profondo. Che probabilmente è da ricercare anche in una società che è gestita bene amministrativamente nei bilanci, ma nell’organizzazione sportiva è deficitaria. La delusione dei tifosi è più che comprensibile: in un campionato così livellato sono tantissimi i rimpianti che resteranno a lungo. Poi sicuramente gli azzurri non erano i favoriti per vincere questo campionato, ma appena lo stavano diventando sono scomparsi.

E dire che era cominciata bene la partita per i padroni di casa. Che col ritorno in mediana di Anguissa partono dominando in mezzo, e riuscendo a far girare palla come vuole il padrone del flipper, Lobotka. Lozano a destra è scattante e Ibanez fatica a controllarlo. Il messicano intuisce e alla prima occasione precede il brasiliano in area che lo tira giù con la spallata. Di Bello non si accorge di nulla e il Var lo chiama anche in ritardo.

Alla fine si perdono oltre tre minuti, durante i quali Insigne non perde la concentrazione e realizza in maniera impeccabile il suo ottavo centro dal dischetto, nessuno meglio di lui nei migliori campionati europei. Tra l’altro la prestazione del capitano è convincente, perché cerca sempre di puntare l’avversario e di affondare i colpi. E infatti da sinistra partono i pericoli maggiori per la difesa della Roma, con Osimhen e Lozano che falliscono entrambi il tap-in del 2-0. In un predominio azzurro, la Roma si vede davanti con qualche azione personale di Zaniolo e con una traversa di… Osimhen, che su una punizione di Pellegrini colpisce male di testa rischiando l’autogol.

Suona ripetutamente intorno all’ora di gioco. Quando si fa male Lobotka e Fabian da mediano basso rischia di far danni (e viene subito sostituito). Quando da un cross lungo e teso di Karsdorp la difesa del Napoli si perde clamorosamente Abraham che di testa cicca incredibilmente. Il Napoli per qualche minuto ancora prova a spingere ma la Roma nel frattempo con Mkhitaryan in campo ha una manovra più verticale ed efficace. E comincia a prendere metri, predominio in mediana, e convinzione nei propri mezzi. Il campo adesso sembra un piano inclinato in cui la Roma gioca in discesa e il Napoli in salita.

Il pubblico capisce e incita i ragazzi per tenere in vita il sogno. Spalletti prova a metterci una pezza ma le sue scelte non sortiscono effetti, perché passando con la difesa a tre, o meglio dire a cinque, la squadra si schiaccia e non riesce più a salire, con Mou che inserisce attaccanti e porta in area avversaria parecchi uomini. Meret si salva in uscita su Zaniolo, coi romanisti che chiedono rigore. Di Bello ha perso la partita di mano e aumentano falli e scorrettezze. E appena inizia il recupero ecco il pari, che sembra arrivare in maniera inevitabile per l’atteggiamento opposto delle contendenti.

Sulla destra la Roma attacca bene con Karsdorp e Pellegrini, ma sono bravi in mezzo prima Felix e poi Abraham a far sfilare sul lato opposto il pallone per “allargare” la difesa azzurra e consentire a El Shaarawy il tiro secco e preciso dell’1-1. Ci sono altri 7 minuti di recupero ma il Napoli non riesce a imbastire un’azione decente mentre la Roma sfiora il successo con un colpo di testa di Pellegrini. Con una squadra così pimpante il quarto posto della Juve resta lontano (5 punti) ma ancora non impossibile da raggiungere. E poi c’è l’Europa.

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