Josè Mourinho

AS ROMA NEWS ATALANTA MOURINHO – Se un anno fa a Lecce Aureliano gli aveva fatto i complimenti nell’intervallo, ieri probabilmente a fine partita non si sono neanche incrociati. Anche perché José Mourinho, dopo quel rosso sventolatogli in faccia («Ma chi? Io?», il suo commento incredulo mentre non voleva abbandonare il campo di gioco), è andato via infuriato, lasciando immediatamente lo stadio Olimpico senza rilasciare alcuna dichiarazione ufficiale. Anche se la sua rabbia si era già vista in modo eloquente durante tutto il corso della partita, scrive La Gazzetta dello Sport.

Mourinho era già impazzito alla fine del primo tempo, quando dopo i due falli di Kolasinac su Dybala (sul secondo l’argentino era diretto in porta) aveva preso il cartellino giallo per proteste, rivolgendosi così ad Aureliano. «Se non vuoi ammonire lui, allora ammonisci me…». Siparietto poi finito con un abbraccio tra il tecnico della Roma e l’arbitro di Bologna, che proprio a Lecce un anno fa parlando con Antonino Gallo, difensore dei pugliesi, nell’intervallo aveva detto di Mou: «Quante partite ha? Dove ha giocato? Nessuno diventa un grande così».

Il tutto nonostante un rapporto già controverso tra i due, con Mourinho che aveva criticato lo stesso Aureliano in un paio di occasioni precedenti (nelle sfide contro Venezia e Milan). Ieri, a fine partita, è arrivato tutto il resto, con il presunto fallo di Hien su Lukaku e quella rabbia di Mou sfogata saltando rabbiosamente su se stesso, con i pugni chiusi, prima di prendere il settimo rosso della sua carriera giallorossa, il ventottesimo della panchina romanista sotto la gestione del tecnico portoghese. Aureliano è sembrato quasi chiedergli scusa quando gli ha mostrato il rosso, come dire «non posso far altro che così».

Ma Mourinho per un po’ non se ne è andato via, prendendo tempo e facendo finta di non aver capito che quel cartellino fosse proprio per lui. Fino a che il team manager della Roma Valerio Cardini non gli ha fatto notare che doveva uscire. «Ma chi? Io?», il commento di Mou, mentre si dirigeva malinconicamente verso gli spogliatoi, tra i cori di supporto del tifosi romanisti. Poi via, di corsa a casa, anche per evitare di dire cose pesanti che potessero rendere più grave la sua posizione.

E allora Mou salterà la sfida di domenica prossima a Milano, contro i rossoneri, partita cruciale per le sorti della Roma in vista della Champions. Prima, però, ci sarà il derby di mercoledì prossimo, dove il portoghese si affiderà ancora una volta a Paulo Dybala per provare a vincerlo. Da novembre ad oggi nessuno in Serie A ha preso parte a più gol rispetto alla Joya (3 gol e sei assist, a quota 9 c’è anche il genoano Gudmundsson), che ieri ha disegnato calcio a lungo, essendo di fatto la vera anima della Roma. E forse a fine partita anche lui avrebbe voluto dire qualcosa, ma il silenzio stampa della Roma non glielo ha permesso.

Dybala però sta tornando lentamente ad essere anche il Dybala decisivo della scorsa stagione e questa per la Roma è sicuramente una buona notizia, perché vuol dire che tra derby e Milan i giallorossi avranno potenzialità più alte di chiudere questa settimana con il sorriso in bocca. Nonostante le voci di mercato, l’ultima con l’interesse del Chelsea e quella clausola da 13 milioni che un po’ di ansia la mette eccome. «Da quando abbiamo preso Dybala non si fa altro che parlare della sua clausola – ha detto ieri il g.m. dimissionario Tiago Pinto Non sarà un problema. Nel calcio mai dire mai, ma direi che si possa stare tranquilli».



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