Roma-Trabzonspor 3-0

ULTIME NOTIZIE AS ROMA TRABZONSPOR – Missione compiuta, well done. Mourinho cala il tris e porta a casa la qualificazione ai gironi di Conference League. Non un gran traguardo, dirà qualcuno, ma intanto andava centrato ed è stato fatto. Tra l’altro, con un’altra prestazione di alta qualità e con il ritorno al gol di Zaniolo, autore del 2-0, la rete che ha messo in cassaforte il pass, scrive La Gazzetta dello Sport.

Nicolò ha pianto, sfogando così la gioia dopo quasi un anno di sofferenza. E mentre piangeva è arrivato Pellegrini, poi Ibanez, Mkhitaryan e pian piano tutti gli altri per abbracciarlo e fargli sentire quanto la Roma tenga a lui. In quell’abbraccio collettivo c’è una simbologia profonda. Non solo perché di questi tempi gli abbracci sono visti ancora sempre con grande diffidenza, ma perché nella Roma tutti sanno che se Zaniolo tornerà davvero quello di prima, la sua esplosività sarà un detonatore per spaccare qualsiasi difesa avversaria. E il gol di ieri può aiutarlo a sbloccarsi definitivamente.

Il Trabzonspor era venuto a Roma per provare a vincere e per riuscirci Avci aveva studiato come mossa la marcatura a uomo a tutto campo di Bakasetas su Cristante. Questo per evitare che l’azzurro si abbassasse e andasse a costruire gioco, come ha fatto anche a Trabzon. Il problema per Avci è che la Roma si è assestata subito, mandando più basso Veretout (partita strepitosa la sua, per festeggiare al meglio la prima convocazione in nazionale) e alzando Cristante.

E da questa situazione è nato anche il gol del vantaggio giallorosso, con il campione d’Europa bravo a rubare palla in mezzo al campo ed a concludere l’azione con un diagonale vincente dal limite (sullo scarico di Karsdorp). Lì è cambiata la partita, perché la Roma si è sciolta, ha trovato maggiori sicurezze ed ha iniziato ad andare in verticale, con Pellegrini che si è reso pericoloso in tre occasioni.

Del resto, anche ieri lo spartito della Roma è stato lo stesso di quello con la Fiorentina. Possesso palla ridotto al minimo (anche ieri appena il 35,8%, contro il 64.2% dei turchi) e folate in verticale, a far male negli spazi agli avversari. Fonseca amava tenere il pallone, provare a dominare la partita con il giropalla. Mourinho la partita invece l’azzanna all’improvviso, scegliendo i momenti giusti per mandare al tappeto l’avversario.

Anche questa è una questione di scelte e la Roma, per esempio, ha costruito così il 2-0, con Veretout bravo a pescare il corridoio giusto per Zaniolo. Nicolò nel primo tempo era andato a corrente alterna, ma quando aveva trovato lo spazio per andare aveva sprigionato subito tutti i suoi cavalli, costringendo all’ammonizione Siopis con una trattenuta sulla trequarti. Ma più in generale ieri la Roma ha trovato energie infinite in Cristante, giocate e preziosismi in Pellegrini, parate decisive da Rui Patricio (su Vitor Hugo prima e Hamsik poi) e l’assistenza continua in attacco da parte di Karsdorp.

Rispetto allo scorso anno sembrano tutti tirati a lucido (tranne Rui, ovviamente, che era ai Wolves). Molti giocatori si sono sgrullati di dosso ogni tossina del passato e hanno una freschezza mentale che gli fa credere in tutto ciò che Mourinho gli chiede. Oggi la Roma gioca con più entusiasmo, il che rende le cose in mezzo al campo ovviamente più semplici. Come in occasione del 3-0, quando l’ennesima invenzione di Pellegrini ha dato il via alla serpentina vincente di El Shaarawy in piena area di rigore. Anche chi entra, insomma, gioca con fiducia, credendo di poter trovare sempre la giocata giusta al momento giusto.

E il Trabzonspor? Doveva fare una partita offensiva per ribaltare l’1-2 della partita di andata, ma si è ritrovato quasi subito senza Cornelius (colpo alla spalla di Ibanez, c’era il fallo) e con un Gervinho assolutamente impresentabile. I bei tempi per la gazzella ivoriana sembrano definitivamente andati in archivio, anche all’andata aveva vagato per il campo senza mai trovare il modo di rendersi pericoloso. Così Avci nell’intervallo si è giocato la carta Omür, per avere un po’ più di qualità nel palleggio. E per un po’ ci è anche riuscito, andando vicino al pari in due occasioni nei primi venti minuti della ripresa.

Poi, però, la qualità dei singoli ha fatto la differenza, chiudendo definitivamente la contesa a favore dei giallorossi. Mourinho cala così il tris in apertura (negli ultimi 30 anni di Roma c’era riuscito solo Rudi Garcia), ora si tratta di andare al tavolo e vedere chi vorrà giocare. La Roma c’è, con il carattere e la personalità del suo condottiero che stanno colorando i giorni giallorossi.



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