Mirko Vucinic

(Gazzetta dello Sport – M. Cecchini) Se la vita comincia a 40 anni, Mirko Vucinic – ad appena 34 – non è neppure salito sulla giostra. In attesa che il futuro lo stupisca, l’ex attaccante di Roma e Juve ricorda la sua notte perfetta, quella del 4 novembre 2008, quando i giallorossi allenati da Spalletti travolsero il Chelsea di Scolari per 3­-1. Il montenegrino realizzò una doppietta, che seguì la rete in apertura di Panucci. Quanto bastò per spianare alla Roma la strada per gli ottavi di finale di Champions League.

Vucinic, è in Italia adesso?
«Sì, a Milano. Ho visto anche Milan­-Juve, e devo dire che è sempre uno spettacolo bellissimo vedere uno stadio pieno».

A Roma invece si festeggeranno i 50.000 spettatori attesi contro il Chelsea…
«Lo so. E pensare che ai miei tempi erano tante le partite in cui veniva molta più gente».

Lei ha capito perché alla Roma non si riesce a vincere? L’ultimo trofeo risale proprio al 2008…
«Ma secondo me negli ultimi anni la squadra ha fatto bene. Certo, ha incontrato una Juve stratosferica. È questione di fortuna. Anche noi ce la dovemmo vedere contro l’Inter fortissima di Mancini e Mourinho. Magari questa può essere la stagione buona per vincere qualcosa».

Che cosa ricorda di quella partita del 2008?
«Che forse fu la più bella che giocai in giallorosso. Sapevamo che per passare il turno dovevamo vincere, anche perché all’andata avevamo perso a Londra per 1-­0. Fu una partita straordinaria, quel Chelsea era pieno di campioni. Chi mi colpiva in particolare erano Deco, Lampard e Drogba. Per fortuna quella sera riuscimmo a neutralizzarli».

Stavolta come la vede?
«Non ho visto l’andata, ma con un Dzeko così la Roma può farcela, anche se la squadra di Conte è molto forte e lui è un gran motivatore. Ho sempre seguito la carriera di Edin e sapevo che era un campione vero. Ha visto che gol al volo ha segnato allo Stamford Bridge? So che il primo anno ha avuto problemi, ma arrivare in Italia e fare bene subito è difficile».

Strategia: meglio rischiare il tutto per tutto o pensare per prima cosa a non perdere per poi vedersela nella sfida spareggio di Madrid con l’Atletico?
«Io preferirei puntare tutto sulla vittoria. So che la squadra di Simeone non sta attraversando un bel momento, ma giocarsela in casa loro non è mai facile».

Dzeko a parte, su chi punta come uomo-match?
«Su De Rossi. Anche se non giocasse titolare, uno come lui serve anche partendo dalla panchina. Anzi, ora lo chiamo per augurargli buona fortuna».

L’ha fatto anche con Totti dirigente, immaginiamo. Come lo vede in giacca e cravatta?
«Preferivo vederlo in maglietta».

È rimasto sorpreso l’anno scorso dai suoi problemi con Spalletti?
«Non so bene cosa sia successo, ma di sicuro sono due caratteri forti. Spalletti, comunque, è bravissimo, e non sono sorpreso che l’Inter con lui stia andando così bene. Mi piace però anche Di Francesco. È uno che sa far giocare bene le proprie squadre».

A questo punto ci dica le sue favorite per lo scudetto e la vittoria in Champions…
«In campionato dico Juve, Napoli e Inter, in Champions invece Real Madrid e Barcellona»

E per lei invece cosa bolle in pentola? Ora è svincolato dall’Al-Jazira?
«Voglio continuare a giocare. Sto vagliando qualche proposta, ma non ho ancora deciso».

Sentiamo che ha un tono di voce ammiccante. Non è che invece di andare in Cina o Usa sta pensando di tornare in Italia?
«Lo sa, mai dire mai…». E la risata profuma di ottimismo.

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