Editoriale
Roma, tra procuratori, voci di mercato e realtà economica: perché serve lucidità sulle trattative di gennaio
CALCIOMERCATO AS ROMA – Durante le soste per le nazionali c’è una categoria che non conosce pause: i procuratori. Puntuali come un treno giapponese, operano nell’ombra ma finiscono per monopolizzare la scena, alimentando telefonate, contatti, proposte e indiscrezioni. Ogni assistito diventa improvvisamente il più forte, il più brillante, il più adatto. E così il mercato inizia a riempirsi di scenari che spesso hanno più fantasia che concretezza.
La Roma, capolista a sorpresa alla vigilia della ripresa del campionato, ne è l’esempio perfetto. Negli ultimi giorni le notizie si sono moltiplicate: attaccanti in arrivo, rinnovi imminenti, partenze improvvise. Secondo le voci, Zirkzee starebbe già cercando casa nei pressi del Colosseo, Franculino sarebbe pronto a chiudere le valigie, Frendrup avrebbe già detto sì, mentre Dybala e Pellegrini starebbero valutando proposte di rinnovo che, in realtà, non esistono. Ancora: Mancini e Cristante sembrerebbero intenzionati a firmare un patto a vita, Celik avrebbe scelto la penna con cui siglare il nuovo contratto e Pisilli e Baldanzi sarebbero pronti a lasciare Trigoria pur di avere maggiore continuità.
Una girandola di notizie che dimentica – volutamente o meno – due aspetti fondamentali: i soldi necessari per eventuali operazioni e i limiti imposti dal fair play finanziario. Perché la Roma, sotto il profilo economico, non vive un momento di abbondanza: i conti non raccontano un club in piena opulenza, anzi. Ogni investimento va pesato, ogni operazione deve rispettare parametri rigidi, ogni uscita e ogni entrata devono essere calibrate con estrema prudenza.
È proprio qui che la narrazione di certe indiscrezioni si scontra con la realtà. Non tutto ciò che circola è realizzabile, non tutto ciò che viene accennato ha fondamento. La Roma, come molte società europee, ha margini operativi limitati e le strategie di mercato devono essere coerenti con gli obiettivi sportivi ma anche con quelli finanziari.
In questo contesto, è indispensabile che tutti – dagli addetti ai lavori ai tifosi – mantengano la lucidità necessaria per distinguere tra ciò che è possibile e ciò che è pura suggestione. Altrimenti si rischia di alimentare false aspettative e, soprattutto, di prendere in giro i sostenitori giallorossi. E questa, come sottolineano fonti vicine alla società, sarebbe una colpa imperdonabile.
Il mercato di gennaio sarà importante, ma non potrà essere irrealistico. Tra esigenze tecniche e vincoli economici, la Roma dovrà muoversi con razionalità. Il resto, come spesso accade nelle soste, appartiene più al mondo delle voci che a quello dei fatti.
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