Marco Palestra

L’abbraccio a fine partita non è passato inosservato. Un gesto lungo, sincero, quasi paterno tra Gian Piero Gasperini e Marco Palestra, al termine della sfida tra la Roma e il Cagliari. Ma più che un semplice saluto tra ex allenatore e allievo, è sembrato il segnale di qualcosa di più profondo.

Nel post-gara, infatti, Gasp non ha usato mezze misure: ha definito il classe 2005 un giocatore “top”, sottolineandone la maturità da veterano. Parole pesanti, soprattutto perché arrivano da chi lo ha lanciato giovanissimo e conosce pregi e difetti meglio di chiunque altro.

E i numeri, del resto, parlano chiaro. Con 22 presenze da titolare, un gol decisivo contro la Fiorentina e quattro assist stagionali, il laterale cresciuto a Buccinasco sta emergendo come uno dei prospetti più interessanti del panorama italiano. Precisione nei passaggi intorno all’85%, grande continuità atletica e una struttura fisica importante – 186 centimetri di potenza e progressione – che gli permette di coprire l’intera fascia come un vero “stantuffo” moderno. Recuperi, duelli vinti, strappi: il prototipo perfetto del terzino totale.

La Atalanta, proprietaria del cartellino, se lo gode e lo valuta già come un patrimonio tecnico ed economico. E qui entra in gioco la Roma. Perché a Trigoria il suo nome non è mai uscito dai radar.

Già in estate i giallorossi avevano sondato l’ipotesi di un prestito, ma ora il contesto è diverso. La crescita del giocatore ha alzato la concorrenza e soprattutto il prezzo: si parla di una valutazione intorno ai 40 milioni, cifra importante che potrebbe essere abbassata solo inserendo contropartite tecniche. A Bergamo, del resto, il tema plusvalenze è sempre centrale e ogni operazione viene studiata nei minimi dettagli.

Non è l’unico profilo osservato. Nelle ultime settimane è tornato d’attualità anche Lorenzo Bernasconi, altro talento cresciuto nel vivaio nerazzurro e già seguito dalla dirigenza romanista a gennaio. Due nomi diversi, ma con lo stesso identikit: giovani, pronti, intensi, perfetti per un progetto tecnico che punta su freschezza e prospettiva.

L’idea della nuova Roma è chiara: costruire una base solida fatta di ragazzi affamati e già abituati a reggere il ritmo alto. In questo senso si inseriscono anche profili come Daniele Ghilardi, Wesley e Robinio Vaz, tasselli di una squadra sempre più giovane ma già competitiva. L’abbraccio di Gasperini a Palestra, allora, potrebbe non essere stato soltanto nostalgia. Forse era anche un messaggio. Di stima, certo. Ma magari pure di mercato.



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