Tutta questa melassa intorno alla figura di Daniele De Rossi, i giornalisti romani potevano anche risparmiarsela. Oggi si gioca Roma-Genoa, una partita da vincere assolutamente, e invece ci troviamo di fronte all’ennesima ondata di elogi fuori luogo verso un allenatore che non ha mai dimostrato nulla di rilevante in panchina. Se questi signori della stampa vogliono incensare un tecnico mediocre come De Rossi, giustamente allontanato dalla Roma per i suoi scarsissimi risultati, allora tifino pure per il Genoa, scrivano del Genoa, e lascino finalmente in pace la Roma.
In un giornale serio, la prima pagina oggi sarebbe dedicata a Gasperini, non a un esordiente che puzza ancora di libri di Coverciano. Perché ieri l’allenatore della Roma ha detto cose importanti, vere notizie: le defezioni pesanti che avrà contro il Genoa — Hermoso in procinto di dare forfait, Ziolkowski e Baldanzi non al meglio, Dovbyk assente e non convocato — e una squadra che arriva alla gara in piena emergenza. Ma evidentemente tutto ciò interessa meno delle carezze mediatiche a De Rossi, come se fosse ancora un simbolo della Roma e non l’allenatore avversario.
Noi siamo della Roma, e ci teniamo a ricordarlo a tutti, perché non è più così scontato. Mentre alcuni giornalisti si perdono in pagine e pagine di carta straccia, noi guardiamo alla realtà: una fine di 2025 da record, una Roma che tra Ranieri e Gasperini ha ritrovato identità, compattezza e risultati, una squadra che oggi deve vincere per restare lì davanti, dove merita.
Che ai signori della stampa romana piaccia o no, il calcio non è nostalgia né sentimentalismo da bar. La Roma è la Roma. E a chi continua a tifare De Rossi insieme ai suoi adepti, auguriamo tranquillamente che il cenone di San Silvestro gli vada anche di traverso. Noi, invece, ci godiamo la nostra Roma e il nostro percorso. Oggi conta soltanto una cosa: vincere.
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