Editoriale
Roma, 25 anni senza scudetto: ora la grande occasione è reale. Con Zirkzee e Raspadori la squadra può davvero sognare
Un quarto di secolo senza scudetto è un’eternità. Sono passati 25 anni dal 2001, dall’ultimo tricolore conquistato dalla Roma di Capello, Totti, Montella e soprattutto di un Batistuta che Franco Sensi portò nella Capitale svenandosi per 70 miliardi di lire. Da allora il calcio – e il mondo – è completamente cambiato. Nel 2001 non esistevano il VAR, i challenge tecnologici, la giungla degli algoritmi né questa invasione di decisioni arbitrali che oggi spesso sembrano «errori», o meglio, orrori. Quel calcio appartiene ormai a un’altra era geologica, irripetibile per dinamiche, risorse economiche e romanticismo.
Eppure il presente racconta una Roma con una grande occasione tra le mani. Non soltanto quella di tornare stabilmente in Champions League, obiettivo minimo, ma anche quella di dare fastidio alle big che dominano la Serie A: Inter, Milan, Napoli e la solita Juventus. Con gli acquisti ormai sempre più vicini di Zirkzee e Raspadori, qualcosa potrebbe davvero cambiare. Due operazioni pesanti: oltre 40 milioni per il centravanti del Manchester United, più di 20 per il jolly offensivo dell’Atletico Madrid, ai quali si potrebbe aggiungere un centrale difensivo e un centrocampista per completare la rivoluzione.
Con questi innesti, sì, la Roma sarebbe da scudetto. Perché al netto della classifica – che vede i giallorossi quarti – i punti di distanza dall’Inter capolista sono appena tre, un’inezia in un campionato così imprevedibile. E sabato, ironia del destino, la Roma andrà a Bergamo contro l’Atalanta, l’ex amore di Gasperini, in una gara che può dire tanto sulle ambizioni di questa squadra: restare in scia o alzare finalmente lo sguardo verso il vertice.
È questa la via maestra: investimenti mirati e coraggiosi nei reparti chiave, perché se si vuole davvero vincere non bastano le idee, servono i giocatori. Servono gol, servono alternative, serve qualità. I Friedkin sono davanti a un bivio: consolidare il quarto posto e tornare in Champions oppure provare a vincere questo campionato. Le risorse ci sono, la squadra c’è, il tecnico pure. Ora manca l’ultimo passo: intervenire con decisione sul mercato.
E allora sì: via alle danze del calciomercato. Prima Zirkzee e Raspadori, poi tutto il resto. Se la Roma vuole smettere di guardare il passato e iniziare a scrivere un nuovo futuro, questo è il momento.
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