Editoriale
Napoli-Roma 2-2: Malen e Gasperini, simboli di una Roma che non si arrende mai
In una serata di Maradona costellata di assenze, rischi e incognite tattiche, la Roma di Gian Piero Gasperini ha offerto una prova di carattere che va oltre il mero risultato. Il pareggio per 2-2 contro il Napoli è un punto che alla vigilia molti avrebbero firmato senza pensarci troppo, ma alla luce di ciò che si è visto in campo sta inevitabilmente stretto ai giallorossi. Per due motivi chiari e inequivocabili: l’esplosione di Donyell Malen e la capacità strategica di Gasperini di far fronte a un’emergenza senza precedenti.
Se c’è un nome che sintetizza il momento positivo della Roma, quello è senza dubbio Donyell Malen. L’olandese non si limita a segnare: fa la differenza, interpreta il ruolo di centravanti moderno con maturità tattica, lettura degli spazi e un istinto per il gol che tante squadre italiane faticano a trovare. Quattro reti un due partite, cinque gol in cinque presenze: numeri che non sono frutto del caso ma della continuità di rendimento e della sicurezza tecnica con cui Malen affronta ogni situazione. Al Maradona, dopo appena sette minuti, ha mostrato lucidità nel tagliare l’area e concretizzare l’assist di Zaragoza. La sua prestazione è stata un crescendo di intensità e partecipazione, una risposta convincente a chi ancora dubitava sulla sua capacità di incidere nel calcio italiano.
Malen è un attaccante completo: pericoloso negli spazi stretti, letale negli ultimi metri, capace di trasformare una mezza chance in una rete decisiva. La sua doppietta non è una semplice statistica: è un indicatore di come la Roma possa contare su un riferimento offensivo in grado di risolvere partite anche quando il contesto non sembra favorevole. Non è un caso che la squadra si sia un po’ sfilacciata dal momento della sua uscita: senza Malen la Roma ha perso peso in area, ed è arrivata la rimonta del Napoli.
Ma l’altra grande protagonista di questo pareggio “che sa di vittoria mancata” è la gestione di Gasperini. Di fronte a un avversario forte e alle prese con una situazione emergenziale che ha falcidiato l’organico – da Dybala a Koné, da Soulé a Dovbyk – il tecnico piemontese ha saputo mettere insieme una Roma che non solo ha reagito alle difficoltà, ma ha saputo imporre ritmo, pressing e intensità. Il primo tempo è stato un manifesto tattico: aggressività, controllo del ritmo e un gioco che ha spesso messo in difficoltà la retroguardia partenopea.
Gasperini ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di leggere le partite e le stagioni per quello che sono: sfide da vincere con personalità e intelligenza, non solo con organici perfetti. Le sue rotazioni, i cambi effettuati al momento giusto e la capacità di mantenere equilibrio nonostante l’emergenza sono un segnale forte: questa Roma non si arrende, anche quando lo scenario mette alla prova la sua tenuta.
Ecco perché il 2-2, pur lasciando un velo di rammarico per le occasioni non capitalizzate, deve essere letto anche come un risultato positivo, di crescita e consapevolezza. Alla vigilia, un punto a Maradona era un risultato che pochi avrebbero dato per scontato. Alla luce di quanto si è visto – dello spirito combattivo, dell’idea di gioco e della leadership di Malen – quel punto assume un significato ancora maggiore.
La Roma di oggi è una squadra in costruzione, giovane e ambiziosa, ma con l’atteggiamento giusto per affrontare un campionato lungo e complesso. Se riuscirà a mantenere la qualità offensiva di Malen, a gestire con saggezza le rotazioni e a far crescere la personalità dei più giovani, non sarà un punto contro il Napoli a fermare il sogno europeo. Anzi: sarà stato un altro passo, importante, nella direzione giusta.
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