Dan Friedkin

ULTIME NOTIZIE AS ROMA FRIEDKIN FONSECA DZEKO – Marco Violi, editore e direttore responsabile di Romagiallorossa.it, esprime il suo sdegno per la vicenda Fonseca-Dzeko e per il silenzio in cui la proprietà si è chiusa. Queste le sue parole:

“In un momento delicatissimo, dopo le vergognose sconfitte nel derby e l’eliminazione dalla Coppa Italia ad opera dello Spezia, con lo squallido teatrino delle sei sostituzioni, episodio che ha fatto il giro del mondo, dove la Roma è diventata inevitabilmente una barzelletta, trovo assurdo che Fonseca e Dzeko si facciano la guerra tra loro, a discapito dell’obiettivo principale. La Roma si trova a sei punti dal Milan e se non avesse perso in quel modo il derby, probabilmente staremmo parlando di una squadra in lotta per lo scudetto. Tuttavia può succedere ancora di tutto, ma la mala gestio di Fonseca non permetterà alla Roma di alzare trofei che, in un campionato così anomalo e senza padroni, avrebbe permesso ai giallorossi di ritagliarsi uno spazio considerevole nel panorama nazionale. Trovo disgustoso quello che sta accadendo attorno alla Roma: una proprietà che non parla ai propri tifosi, che non prende decisioni, che non investe seriamente e pesantemente per la campagna acquisti di gennaio, che senza colpo ferire, per mancanza di soldi e di idee, non esonera Fonseca, unico artefice del disastro nello spogliatoio e nei rapporti interpersonali. Dzeko è un caso a parte: ha sbagliato nei modi ma non nella sostanza. E’ inammissibile che un allenatore faccia sei sostituzioni e non regge nemmeno la scusa del regolamento che cambia ogni anno. Semmai è un’aggravante. Siamo su “Scherzi a parte”? I Friedkin avrebbero dovuto prendere seri provvedimenti nei confronti dell’allenatore portoghese, esonerandolo e facendo arrivare sin da subito un allenatore top come Allegri, unico che potrebbe riportare entusiasmo nell’ambiente giallorosso, sia a Trigoria che tra la tifoseria. La Roma ha bisogno di dirigenti esperti e romanisti, come Totti, De Rossi, Nela, Boniek, Giannini, Rocca, non di mezze figure che non capiscono Roma e la romanità. I Friedkin hanno avuto il mio appoggio incondizionato sin dal primo giorno, ma adesso è anche l’ora di metterli in discussione. Non bastano le comparsate allo stadio, le mascherine con il vecchio stemma: ci vogliono fatti, ma soprattutto che parlino chiaro ai tifosi. Non siamo un’azienda, come la definiva il CEO Fienga: siamo l’AS Roma, dove dietro c’è amore, passione, felicità, gioie e dolori. Non si può trattare la Roma come un qualcosa di asettico. Per questo chiedo l’esonero immediato di Fonseca, l’arrivo di Allegri il reintegro sino a fine stagione di Dzeko. Questa proprietà, accolta da me con estremo entusiasmo, mi sta deludendo giorno dopo giorno. Se faranno le mosse azzeccate, tornerà la stima nei loro confronti. E’ l’ora dei fatti: dobbiamo aspettare di perdere altri punti per strada per capire che Fonseca non è l’allenatore giusto? Non ho più parole: non rimpiango di certo Pallotta, il peggior presidente dal 1927 ad oggi, ma presidenti alla Dino Viola e alla Franco Sensi, sì. Non ci saranno mai più personalità di spicco come loro. I Friedkin mi stanno deludendo moltissimo e spero che facciano tesoro dei fiumi di parole che i tifosi hanno speso in questi giorni. Voglio una Roma che vinca. Mi sono stancato di vedere gli altri alzare i trofei. Che i Friedkin se lo mettano in testa, altrimenti se ne possono tornare anche in Texas per quanto mi riguarda”.

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