Paulo Dybala

AS ROMA NEWS EMPOLI DYBALA – Quando si hanno campioni come Paulo Dybala, diventa tutto più facile. Non ci vogliono tattiche, schemi, sovrapposizioni o il sarrismo di turno: basta lasciarli liberi per il campo di inventare. Alle volte, anche disubbidendo ai dettami tattici preparati da Mourinho prima della partita. Ad Empoli, probabilmente, abbiamo visto il vero Dybala, un giocatore in grado di fare la differenza in ogni momento della partita: il suo gol è una bellezza per gli occhi, mentre l’assist nella rete decisiva di Abraham è un gioiello inestimabile che permette alla Roma di trovare 3 punti preziosi.

Giocatori come lui, che in altre epoche non sarebbero mai arrivati a pensare di vestire la casacca giallorossa, vanno preservati e protetti come i Panda. Mourinho, da Special qual è, l’ha capito sin dal primo giorno. Il miracolo del tecnico, nonchè dei Friedkin, sta proprio in questo: aver portato nella Capitale un giocatore di questo calibro. Lui va oltre, lui è sempre al posto giusto nel momento giusto, sfugge agli schemi e non è forse una bestemmia calcistica pensare che sia l’unico che dal 2017 si possa avvicinare a Francesco Totti. Un giocatore così la Roma non ce l’aveva dall’addio al calcio dell’ex Capitano (che per noi rimarrà sempre Capitano, ndr) e anche chi per 25 anni ha indossato una sola maglia, l’ha capito sin da subito. Pensate all’accoppiata Totti-Mourinho: sarebbe devastante come Dybala-Abraham in campo.

Andando sui singoli di ieri sera, molto bene Celik che si sta ritagliando uno spazio importante nella squadra: è attento e preciso nelle chiusure e molto bravo nelle accelerazioni offensive; ha gamba a duttilità ed è un giocatore sul quale fare affidamento. Mancini soffre delle solite amnesie difensive che stanno diventando ormai una costante e forse gli servirebbe un po’ di riposo, con Mourinho che potrebbe rispolverare la tanto amata difesa a quattro. Oltre al redivivo Smalling, che ormai non è più una sorpresa, chi sta diventando una piacevole costante, in positivo, è Ibanez. Fresco di convocazione nella Seleçao brasiliana, ormai è un punto di riferimento della difesa della Roma: oltre a difendere molto bene, va anche vicino al gol in un paio di circostanze.

Capitolo Pellegrini: nella duecentesima partita gioca una gara normale, non ai livelli dell’anno scorso, ma nemmeno è stato tra i peggiori come è capitato nelle ultime due gare. Si vede che bisognerebbe trovarli una sistemazione alternativa in campo e non accanto a Dybala, dove è spesso oscurato dalla Joya. Magari mettendolo in mezzo al campo con Matic o Cristante, ne beneficerebbe tutto il centrocampo, lui compreso. Il rigore? Li sbagliano tutti: da Baggio a Maradona, passando per Totti e Bruno Conti, hanno fatto i conti con la mala sorte. La sensazione è che volesse piazzare il pallone sotto l’incrocio ma che sia stato fin troppo ‘preciso’ e la palla abbia scheggiato la traversa. Non facciamone un dramma.

Chiudiamo con Abraham. Il King giallorosso rimane sempre tale, non è in discussione, ma deve capire, come ha detto bene Mourinho, che dovrà alternarsi a Belotti. Lo Special One deve gestire un gruppo ampio e lui non è l’unica stella come poteva apparire la scorsa stagione. Quando capirà questo e si scrollerà di dosso questa ‘insofferenza’ nei confronti della competizione interna, allora si sbloccherà definitivamente. Per ora è un calciatore dal grande potenziale che però sembra giocare col freno a mano tirato. Bene Belotti, che negli ultimi 10 minuti poteva anche trovare il gol, me Vicario ieri sera le ha prese tutte. Per concludere, Bove troverà molto spazio nella Roma: ieri il suo ingresso in campo è stato molto positivo e come alternativa va più che bene. Lui e Camara, per tornare al discorso della sana competizione, potranno trovare soddisfazioni nel corso della stagione.

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