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Roma quarta e +10 rispetto a un anno fa: Gasperini rilancia i giallorossi verso la Champions
La Roma corre, convince e guarda tutti dall’alto del quarto posto in classifica. Un risultato che certifica il lavoro di Gian Piero Gasperini, capace di trasformare in pochi mesi volto e mentalità di una squadra che dodici mesi fa navigava in acque ben più torbide.
Il confronto con la scorsa stagione è impietoso. A questo punto del campionato i giallorossi erano noni, impantanati a metà classifica e costretti a inseguire persino l’Udinese. Poi arrivò la scossa firmata Claudio Ranieri, decisiva per evitare il tracollo. Oggi, invece, lo scenario è completamente diverso: 47 punti contro i 37 dell’anno passato, con la Roma davanti alla Juventus e lo scontro diretto del 1° marzo all’orizzonte.
Anche il distacco dalla vetta racconta il cambio di passo. Dodici mesi fa il Napoli era distante 19 lunghezze, ora il gap è ridotto a soli tre punti. Un dato che alimenta entusiasmo ma anche un pizzico di rammarico, soprattutto pensando ai due punti lasciati al Maradona in una gara che i giallorossi avevano accarezzato fino all’ultimo.
Il lavoro di Gasperini si riflette anche nei numeri comparativi: soltanto Cesc Fabregas, con un Como cresciuto di 19 punti, e Massimiliano Allegri, che ha migliorato il rendimento del Milan di 15 lunghezze, hanno fatto meglio in termini di progresso rispetto alla stagione precedente. Con una differenza non trascurabile: né Como né Milan hanno dovuto affrontare il doppio impegno europeo che, invece, ha accompagnato il cammino della Roma, incidendo inevitabilmente su energie e rotazioni.
Eppure, nonostante le coppe e le emergenze, la squadra ha trovato identità, ritmo e solidità. Gasperini ha imposto pressing alto, aggressività e una nuova organizzazione tattica che ha restituito certezze a un ambiente reduce da mesi complicati.
L’obiettivo è chiaro e non può essere nascosto: tornare in Champions League, traguardo che manca dalla stagione 2018-19. La Roma adesso non è più un’inseguitrice spaesata, ma una candidata credibile. E con questo passo, il sogno europeo non è più un’illusione.
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