Josè Mourinho

ULTIME NOTIZIE AS ROMA MOURINHO – Il pallottismo non è morto. Per ora. E’ vivo in alcune radio, tra gli speaker, tra alcuni giornalisti amici del Circolo Canottieri Aniene. E’ un virus che ancora non è debellato definitivamente.

Cosa succede a questo punto? Direttori di siti di calciomercato, innamoratissimi di Paulo Fonseca (nemmeno l’avessero sposato…) per dare forza alla tesi che il predecessore di Mou non fosse così scarso come allenatore, va contro colui che in carriera ha vinto 25 titoli.

Non è tutto: ex caporedattori del Corriere dello Sport, oggi in pensione, con figli giornalisti, buttano la croce addosso a Mourinho per la sconfitta di Verona, imputandolo come principale colpevole della debacle giallorossa.

Il rumore dei nemici non è finito: un giornale rosa (indovinate un po’ quale) attacca Zaniolo strumentalizzando le parole di Totti per dar forza alla loro tesi. Autentici “cecchini” con la penna che destabilizzano un ragazzo che è reduce da due infortuni che avrebbero distrutto la carriera di chiunque. Non quello di Nicolò, che sta cercando di riprendersi.

Tutti legati, in un modo o nell’altro, al pallottismo: un morbo che colpisce non solo i giornalisti che avevano dritte, formazioni e notizie fresche fresche ogni mattina su radio e giornali, ma anche un certo tipo di personaggetti squallidi con nomignoli improbabili sui Social. Ora che la musica è cambiata, ora che non si conosce nemmeno il timbro di voce di Dan Friedkin (e questo fa rosicare moltissimo alcuni di loro), si scatenano i pallottisti della prima ora che non aspettavano altro che il primo scivolone della Roma di Mourinho.

Lo Special One è avvisato. Sta imparando a conoscere l’ambiente romano, non quello del tifo, sia chiaro, ma il pallottismo che ancora non è morto ed è il vero male della Roma. Troppi interessi, troppi ristoranti che non sanno più come andare avanti. Non c’è più Mauretto, d’altronde. Qualcosa si dovranno pur inventare per attaccare la Roma.

Ci permettiamo di dare un consiglio al nostro allenatore: vinca più partite possibili, riporti la Roma a vincere un trofeo e dimostri a chi lo definisce “il peggio del peggio” che non è vero (ogni riferimento a Di Canio è puramente voluto). Noi confidiamo in lui e nella squadra: solo così morirà definitivamente il pallottismo e i topi di fogna ritorneranno nei loro tombini. Così come era prima del 2011. Josè, che il rumore dei nemici ti carichi sempre di più. Per il bene della Roma.

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