Il grande pregio di Eusebio Di Francesco è la sua testardaggine. O più semplicemente credere in un progetto di gioco che pian piano sta dando i suoi frutti. E’ vero, la Roma ha vinto contro Verona, Benevento e Udinese, squadre che se la passano male e sono nelle ultime posizioni di classifica, ma non era affatto scontato che si vincessero questi match così largamente e, soprattutto, convincendo. L’idea di gioco di Di Francesco è efficace, almeno in Serie A: bisognerà vedere se quando ci saranno impegni più probanti contro Milan, Napoli e Chelsea, l’ex Sassuolo apporrà delle modifiche al modulo di gioco o continuerà con la sua idea.

La forza della Roma è il turnover e l’ampiezza della rosa. Non ti accorgi se gioca Strootman o Pellegrini: entrambi garantiscono lo stesso livello di qualità. Così come se Gonalons fa rifiatare De Rossi. I veri imprescindibili di questa squadra sono Alisson, autore di parate importanti, Manolas, Kolarov, Nainggolan, Dzeko e Perotti. Gli altri possono tranquillamente ruotare. Il rientro di Florenzi, ormai terzino di nome e di fatto, aggiunge a destra una grande possibilità di scelta. Bruno Peres, nelle partite in cui la Roma dovrà attaccare per vincere, è l’ideale, mentre Florenzi può essere utilizzato per dare maggior equilibrio. Tutto ciò permetterà a Karsdorp di rientrare con più tranquillità e senza forzare i tempi, come spesso i medici giallorossi hanno fatto. Sbagliando.

La sensazione è che i giocatori seguano pedissequamente il tecnico: mai come oggi è una Roma ‘difranceschiana’ che ha abbandonato il tic-toc ‘spallettiano’. C’è più verticalità nel gioco, c’è più dinamismo (contro l’Udinese squadra veloce e massimo due tocchi per scaricare le palle sugli esterni), e forse più consapevolezza in un modulo che probabilmente all’inizio destava qualche preoccupazione anche tra i senatori.

Se si dovesse vincere in trasferta in Champions, la Roma farebbe risultato dopo ben 7 anni (l’ultimo successo contro il Basilea nel 2010). Anche questo non è un aspetto da sottovalutare perchè darebbe morale alla squadra in vista dell’impegno difficile contro il Milan a S. Siro. E’ vero, la squadra di Montella sta deludendo, ma queste sono le partite più difficili da portare a casa. Ma la Roma di oggi, dove non ci sono riserve e titolari, può crescere. Anzi, deve crescere. Fiducia in DiFra, gentiluomo del calcio italiano ma soprattutto un tecnico che sa gestire una grande squadra qual è la Roma. Se sarà pronto per il salto definitivo (ovvero vincere), sarà il tempo (e i risultati) a rivelarlo.

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