A Moenchengladbach arriva il conto della clamorosa svista di Collum

Soltanto adesso, cioè dopo il fischio finale al Borussia Park, si ha l’esatta percezione di quello che l’arbitro scozzese Collum ha combinato

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Jordan Veretout

BORUSSIA MONCHENGLADBACH-ROMA – Soltanto adesso, cioè dopo il fischio finale al Borussia Park, si ha l’esatta percezione di quello che l’arbitro scozzese Collum ha combinato di disastroso ai danni della Roma nella partita d’andata contro i tedeschi di Moenchengladbach.

Quel calcio di rigore fasullo in pienissimo recupero ha impedito alla Roma di avere due punti in più in classifica e, non di poco conto, ha rimesso in gioco il Borussia. Così, classifica compromessa per la squadra di Paulo Fonseca e nuovi orizzonti per quella di Marco Rose. Che, davanti al proprio pubblico, ieri sera ha sfruttato il calendario, l’ennesimo svarione arbitrale ai danni della Roma, ha vinto in extremis dando un segnale chiaro all’intero girone di Europa League. E ricacciando indietro il gruppo di Paulo Fonseca, come accaduto all’Olimpico all’ultimo respiro.

Per la terza volta in stagione, alla quindicesima partita ufficiale, la Roma è passata in svantaggio, come era già accaduto all’Olimpico contro Atalanta e Cagliari. Stavolta per non saper come complicarsi la vita, i giallorossi hanno pensato male di confezionare un autogol da “Oggi le comiche”, protagonista il legnoso Fazio che – impaurito come un pupo al buio – ha deviato alle spalle di Pau Lopez un cross dalla sinistra destinato a non far male a nessuno.

Una Roma poco reattiva. Poco coraggiosa, priva della solita personalità. E poi lenta nell’elaborare la giocata in avanti. Alcuni (troppi…) elementi si sono visti solo a sprazzi e i padroni di casa, nella prima frazione, hanno diretto le operazioni senza grossi affanni. Così è bastato spingere un po’ sull’acceleratore, in avvio di ripresa, per trovare la rete del pareggio, proprio con il (meno) legnoso Fazio, stavolta protagonista positivo della partita romanista. Dalle stalle alle stelle, verrebbe da dire, l’argentino. La Roma, una volta trovato il pari, ha avuto diverse occasioni per ribaltare il risultato con rinnovata energia, quella che nella prima frazione era rimasta negli spogliatoi. Ma ha vanificato tutto. Un’illusione, prima del sonno difensivo su Thuram ancora una volta in pienissimo recupero.

(Il Messaggero)

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