7 ottobre 2014. James Pallotta, dopo il famigerato Juventus-Roma 3-2, la partita più ricca di errori arbitrali (chiamiamoli così…), con due rigori concessi ai bianconeri nettamente fuori area e posizione attiva di fuorigioco di Vidal su tiro di Bonucci che segna la rete del 3-2 finale, affermava:

“Dovremmo fare tutti un respiro profondo e calmarci un po’. Il calcio è un gioco che va a mille all’ora e a volte emergono errori e controversie: questo è un discorso valido per tutti. In fondo siamo due grandi squadre e ci avviamo verso una rivalità che durerà a lungo: questo non può che essere un bene per il calcio italiano. Saremo sempre orgogliosi della nostra squadra. Amiamo il nostro spirito. Torneremo presto e lotteremo sempre per arrivare in alto. Cominciate ad abituarvi”. Ripetiamo, 7 ottobre 2014. Addirittura l’allora tecnico Garcia disse: “Dopo questa partita ho capito che la Roma vincerà lo scudetto”. La Roma finì seconda, a stento, grazie a Yanga Mbiwa a 17 punti dalla Juventus.

18 settembre 2016. Fiorentina-Roma finisce 1-0 con gol di Badelj dove era evidente la posizione attiva di off-side di Kalinic. Oggi, 20 settembre 2016, il presidente giallorosso fa un’inversione a U incredibile, nettamente in controtendenza con la linea politica portata avanti dalla società due anni fa: “Ho rivisto più di dieci volte le immagini del gol, era fuorigioco netto. Assolutamente vergognoso. Anche il fallo su Dzeko era rigore. Edin viene picchiato molto, è allucinante. E’ così grosso e non ottiene le punizioni. Comunque questa Roma mi piace”, ha sentenziato il patron giallorosso al ‘Corriere dello Sport’.

Come mai questo cambio di rotta? Pallotta, negli anni precedenti, ha sempre cercato di placare gli animi quando si parlava di arbitri ed errori. Ma un fattore appare davvero stridente: quel Juventus-Roma era un crocevia per lo scudetto, visto che Roma e Juventus erano appaiate al primo posto con gli stessi punti, e quella partita, lo ripetiamo, è stata piena zeppa di errori (chiamiamoli così…) che hanno inciso sul risultato. Inoltre la prestazione della Roma è stata altamente positiva quel 5 ottobre 2014 a Torino, a differenza della sfida del Franchi di due giorni fa dove la squadra di Spalletti è apparsa confusa e senza gioco. Ma la Juventus, naturalmente, secondo Pallotta, non si tocca, mentre è più facile sparare addosso alla Fiorentina. Perchè?

La sensazione è che vengano fatte dichiarazioni e poi rimangiate nel giro di anni o addirittura di mesi. Vi ricordate le parole di Pallotta su Totti? “Quello che vorrebbe fare la testa non riesce a fare il corpo”. Per poi abbracciarselo e baciarselo al momento del rinnovo del contratto di quest’estate. Non c’è una linea politica della società. Se ci si vuole scagliare contro gli arbitri, a ragione, lo si deve fare sempre e non avere paura dei poteri forti. Verrebbe da dire che la Roma fa la forte con i deboli ed è debole con i forti. Questa dicotomia nelle dichiarazioni non fa bene all’ambiente. Consigliamo a Pallotta di prendere una linea ben precisa e di non cambiare idea ogni 5 minuti. Potrebbe alimentare strani pensieri e l’ambiente giallorosso, in questo momento, non ha bisogno di questo.

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