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Roma, attacco in crisi: solo 10 gol in 10 partite. È il peggior avvio realizzativo di sempre per Gasperini
AS ROMA NEWS GASPERINI ATTACCO – Dieci gol in dieci partite: la statistica parla chiaro e fotografa alla perfezione la crisi offensiva della Roma di Gian Piero Gasperini. Un dato allarmante, mai così basso in tutta la carriera del tecnico, che ora si ritrova di fronte alla peggiore partenza realizzativa da quando siede su una panchina di Serie A.
Il rendimento della squadra giallorossa è ormai ai minimi storici: soltanto in due partite, contro Nizza e Fiorentina, la Roma è riuscita a segnare più di una rete. In tutte le altre gare il bottino è stato magrissimo, con partite chiuse senza gol — come quelle con Torino e Inter — e una sterilità offensiva che si è trasformata in un peso insostenibile per il gruppo.
Il campanello d’allarme suona da settimane, ma la sconfitta interna contro il Viktoria Plzen (1-2) ha certificato l’emergenza. Nelle ultime quattro gare, da Lille a ieri sera, la Roma ha incassato almeno un gol a partita, raccogliendo tre sconfitte su quattro. Un trend che mina la solidità difensiva e mette a nudo il problema principale: la mancanza di concretezza sotto porta.
Nel post-partita, lo stesso Gasperini non ha cercato alibi: “Bisogna farsi un esame di coscienza e capire come mai c’è tanta gente che non segna da tempo.”
L’analisi del tecnico è lucida, ma i numeri sono impietosi. Mai, nelle stagioni iniziate in panchina, una squadra di Gasperini aveva avuto un rendimento così basso. A confronto, l’Atalanta della stagione scorsa aveva già segnato 19 gol nelle prime 10 partite, mentre nella stagione 2020/21 il dato saliva addirittura a 24 reti. Anche nel suo primo anno a Bergamo, quello più difficile, i gol erano 15 dopo 10 gare.
La Roma di oggi, invece, viaggia sullo stesso passo del Genoa gasperiniano dei periodi meno felici: 10 gol nelle prime 10 partite nel 2015/16, 11 nel 2014/15 e ancora 10 nel 2010/11. Persino il Crotone e il Genoa di inizio carriera in Serie B e C avevano numeri migliori.
La situazione giallorossa è dunque la peggiore mai registrata da Gasperini a livello di efficienza offensiva. E il problema non è soltanto di finalizzazione: la squadra produce meno, attacca con poca convinzione e spreca troppo. I riferimenti davanti — da Dovbyk a Soulé, passando per un Ferguson in fase involutiva — non offrono garanzie, e la manovra si inceppa in continuazione.
Un dato inquietante emerge anche dal confronto interno: nella scorsa stagione, tra la gestione De Rossi e poi Juric, la Roma aveva segnato appena 9 gol nelle prime 10 gare ufficiali. L’inversione di tendenza sperata con Gasperini, quindi, non c’è stata.
Ora serve una scossa immediata. Domenica, contro il Sassuolo, non basterà vincere: la Roma deve tornare a segnare, e farlo con continuità. Perché i numeri non mentono, e dicono che quella giallorossa è oggi una squadra spenta, sterile e prevedibile, in totale emergenza offensiva.
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