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Roma, il vero segreto è l’“Effetto Gasp”: tutta la squadra cresce e vola grazie a Gasperini
AS ROMA NEWS GASPERINI – Alla Roma è esploso definitivamente quello che ormai in molti chiamano “effetto Gasp”. L’impatto di Gian Piero Gasperini sulla squadra non riguarda soltanto il gioco e i risultati, ma soprattutto la crescita individuale dei calciatori, quasi tutti protagonisti di un netto miglioramento rispetto alla scorsa stagione. Numeri e prestazioni raccontano una trasformazione profonda, frutto di un lavoro tattico e mentale che ha rivitalizzato l’intera rosa giallorossa.
Il caso più emblematico è quello di Lorenzo Pellegrini, rinato sotto la guida del tecnico. L’ex capitano è passato da una media-voto di 5,70 a 6,50, segno di una condizione fisica ritrovata e di un ruolo finalmente su misura che gli consente di incidere con continuità. Ancora più impressionante, sul piano numerico, è la crescita di Mario Hermoso, balzato da 5,12 a 6,22, anche se lo scorso anno il suo minutaggio ridotto offre un contesto diverso. Molto più significativa, invece, la metamorfosi di Zeki Celik, che da 5,61 è arrivato a 6,44, diventando uno dei simboli del nuovo sistema gasperiniano: un esterno moderno, aggressivo, efficace in entrambe le fasi, totalmente trasformato.
A ritrovare pienamente se stesso è anche Bryan Cristante, che ha nuovamente beneficiato della guida di Gasperini, lo stesso tecnico che lo aveva lanciato ai tempi dell’Atalanta. Il centrocampista romanista è tornato su livelli altissimi, come dimostra il costante incremento delle sue valutazioni. In crescita anche altri protagonisti della capolista: Svilar, diventato sicurezza tra i pali; Gianluca Mancini, leader difensivo totale; Koné, perfettamente integrato nei meccanismi del Gasp; e Soulé, sempre più incisivo in fase offensiva. Da sottolineare anche il balzo di Devyne Rensch, passato da 5,77 a 6,50 nelle uniche due partite valutate, contro Lazio e Fiorentina.
Non tutti, però, hanno beneficiato allo stesso modo del nuovo corso. Dybala, penalizzato dagli infortuni, è sceso da 6,52 a 6,38 pur mantenendo un rendimento elevato. In lieve calo anche Ndicka, Dovbyk, Angeliño, Baldanzi ed El Shaarawy, frenati soprattutto da problemi fisici e da un’integrazione non ancora completa nel nuovo sistema.
Il quadro complessivo, però, è inequivocabile: la Roma è cresciuta sotto ogni aspetto. Gasperini ha portato intensità, idee chiare, identità tattica e soprattutto una valorizzazione collettiva che era mancata nelle ultime stagioni. L’“effetto Gasp” non è solo un’espressione giornalistica: è la realtà che accompagna una squadra capace di migliorare insieme, calciatore dopo calciatore. Una Roma più forte, più consapevole e più matura, pronta a restare in alto.
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