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Roma esausta e senza alternative: i numeri confermano il crollo fisico dopo Cremona e Midtjylland
AS ROMA NEWS CROLLO FISICO – La Roma è stanca, e la partita di Cagliari lo ha certificato in modo impietoso. Nelle ultime settimane Gian Piero Gasperini ha potuto ruotare pochissimo gli uomini a disposizione, schiacciato da una serie di infortuni, dal rendimento insufficiente delle seconde linee e da un calendario che non concede respiro. Così, dopo le buone prestazioni contro Cremonese e Midtjylland, è arrivato prima il crollo col Napoli e poi la disfatta dell’Unipol Domus, dove anche gli highlander – come li aveva definiti il tecnico – non sono riusciti a evitarla né a strappare un punto.
Il quadro è chiaro: stanno giocando quasi sempre gli stessi, in tutti i reparti. Da Mancini a Ndicka, da Cristante a Koné, fino a Soulé e Celik. A loro si aggiunge Wesley, costretto agli straordinari per l’infortunio di Angelino e l’inaffidabilità di Tsimikas. Un blocco di titolari spremuto oltre misura, mentre le alternative continuano a non offrire le necessarie garanzie tecniche e fisiche.
A confermare l’allarme ci sono anche i numeri: la Roma è la seconda squadra per minutaggio complessivo dei top 5 giocatori tra le prime quattro del campionato, subito dietro il Milan – che però non gioca le coppe. I rossoneri totalizzano 5956 minuti (Gabbia, Modric, Saelemaekers, Pavlovic e Fofana), mentre i giallorossi sono a 5882 minuti con Koné, Mancini, Ndicka, Cristante e Wesley.
Alle spalle della Roma c’è l’Inter con 5432 minuti (Bastoni, Barella, Akanji, Lautaro e Dimarco), mentre il Napoli si ferma a 4927 (Di Lorenzo, McTominay, Anguissa, Buongiorno e Politano). Leggermente avanti rispetto ai nerazzurri la Juventus, che con 5389 minuti (Kalulu, Kelly, Yildiz, Locatelli e Cambiaso) resta comunque più fresca.
Il dato più significativo è proprio questo: tra le cinque big in corsa per l’Europa che conta, solo il Milan ha un monte minuti superiore a quello giallorosso, con una differenza minima e – soprattutto – senza impegni europei da gestire. La Roma, invece, corre su tre fronti, con un organico corto e con diversi giocatori costretti al massimo sforzo da agosto.
Un quadro che spiega in modo lampante gli ultimi risultati e che lancia l’ennesimo avvertimento al club in vista di gennaio: senza rinforzi e senza una gestione più ampia delle risorse, il rischio è continuare a pagare un prezzo altissimo in termini di energie, risultati e obiettivi stagionali.
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