C’è chi lo definisce duro, spigoloso, perfino severo. Ma Gian Piero Gasperini non ha mai amato le etichette. Preferisce parlare con i fatti. E i fatti, oggi, raccontano di una Roma che cresce, corre e vince attraverso i giovani, forgiati prima nella testa che nelle gambe.
La vittoria contro il Cagliari non è stata soltanto un passo avanti nella corsa Champions: è stata la fotografia di un’identità precisa. Nel finale, in campo c’erano quattro giocatori nati dopo il 2003. Non una scelta romantica o simbolica, ma una linea tecnica chiara: progettualità e pragmatismo che camminano insieme.
In questo percorso, i volti più rappresentativi sono Daniele Ghilardi e Niccolò Pisilli. Due storie diverse, unite dallo stesso metodo: nessun favoritismo, solo lavoro quotidiano, richieste alte e fiducia conquistata sul campo. All’inizio sono arrivate le strigliate, gli errori, i dubbi. Poi la crescita, lenta ma costante, fino a diventare certezze.

Ghilardi, riscattato dopo l’ultimo successo, è passato dalle incertezze estive a una maturità sorprendente. Oggi gioca con personalità, osa senza perdere equilibrio, legge meglio le situazioni e dà sicurezza al reparto. Ogni partita aggiunge un tassello a un percorso che lo sta trasformando da alternativa a pedina strutturale della difesa.
Pisilli, invece, è diventato il motore del centrocampo. Ha trasformato gli errori iniziali in carburante, alzando ritmo e intensità. Contro il Cagliari i numeri hanno raccontato la sua partita meglio di qualsiasi commento: 89% di precisione nei passaggi, 16 palloni giocati nell’ultimo terzo di campo, 8 recuperi, 3 intercetti, dominio nei duelli aerei. Dati da veterano, non da prospetto. Tanto da scalare le gerarchie e superare anche Neil El Aynaoui nelle rotazioni.
E non sono soli. Nel finale si sono aggiunti anche Alessandro Arena e Venturino, altri segnali di una Roma che non aspetta il futuro: lo costruisce. Arena aveva già lasciato il segno in Coppa Italia contro il Torino, mentre Venturino sta trovando spazio e fiducia nonostante la giovanissima età.
Il messaggio è chiaro: questa squadra non sceglie tra presente e domani. Prova a tenere insieme entrambe le cose. Lo stesso Gasperini lo aveva detto nel momento di sfogo a Udine: «Dovete decidervi, o volete una squadra da Champions o l’Under 23».
Oggi la risposta è sotto gli occhi di tutti: sta provando a fare entrambe le cose. Lottare per la Champions con ragazzi ancora acerbi ma affamati, pronti a mangiarsi il campo.
Talento, coraggio e progettualità. La “Giovine Roma” non è più un’idea suggestiva: è una realtà concreta. E lo zoccolo duro ha già nomi e cognomi: Ghilardi, Pisilli, Arena e Venturino. Il futuro è iniziato adesso.
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