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Roma, numeri da allarme: contro il Napoli il peggior xG e la peggior produzione offensiva della stagione
AS ROMA NEWS NAPOLI – La sconfitta dello Stadio Olimpico contro il Napoli non lascia alla Roma soltanto l’amarezza per un altro big match perso, ma soprattutto un quadro statistico preoccupante. Come contro Inter e Milan, la squadra di Gasperini ha subito un gol nel primo tempo e non è riuscita a segnare. Ma stavolta manca persino quel sapore agrodolce del rimpianto finale: a parte il tiro di Baldanzi nel recupero, i giallorossi non hanno mai realmente impensierito Milinkovic-Savic.
La sterilità offensiva è certificata dai numeri. Solo 8 conclusioni totali, il dato più basso dell’intera stagione, con appena 2 tiri nello specchio. Un crollo evidente se paragonato alle altre sfide di vertice: erano stati 15 i tiri contro l’Inter (5 in porta) e 19 contro il Milan (ancora 5 nello specchio). Anche nella peggiore delle giornate precedenti — contro la Fiorentina — la Roma aveva comunque centrato la porta in tre occasioni.
A tradire la squadra di Gasperini è stata anche la distanza media delle conclusioni: 20 metri, la più alta dell’intera stagione. Un dato che racconta l’impossibilità strutturale di avvicinarsi all’area azzurra, lontana dai 14,4 metri registrati contro l’Inter e dai 17,2 del match con il Milan. La Roma ha tirato da lontano perché non è mai riuscita a penetrare il blocco difensivo del Napoli.
Il verdetto finale arriva dall’indicatore più impietoso: gli expected goals. Contro il Napoli la Roma si è fermata a 0,6 xG, il valore più basso delle 18 partite stagionali giocate tra Serie A ed Europa League. Peggio persino delle sfide meno brillanti contro Nizza, Midtjylland e Pisa (tutte chiuse a 0,8). I partenopei, al contrario, hanno chiuso a 1,33 xG, un dato coerente con la pericolosità espressa nel corso del match.
La Roma torna dunque a casa con numeri che non lasciano alibi. Non solo fatica nei big match, ma una performance offensiva ai minimi stagionali che certifica la difficoltà dei giallorossi nell’imporre il proprio gioco contro avversari di alto livello. Gasperini dovrà ripartire anche da qui per evitare che le partite più importanti continuino a rappresentare un confine invalicabile.
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