La Roma continua a inseguire la zona Champions, ma c’è un dato che pesa come un macigno sulla stagione giallorossa: la produzione offensiva. I numeri raccontano una realtà chiara e preoccupante, perché la squadra di Gian Piero Gasperini fatica terribilmente a trovare la via della rete e non può più affidarsi soltanto agli attaccanti.
Le statistiche parlano chiaro: appena 27 gol segnati in campionato, un bottino che accomuna i capitolini al Sassuolo e addirittura inferiore a quello del Genoa. Troppo poco per una squadra che punta con decisione al quarto posto e alla qualificazione in Champions League.
Il problema, però, non riguarda soltanto il centravanti o il reparto offensivo. A mancare sono soprattutto gol e assist provenienti da difensori e centrocampisti, cioè quel contributo “extra” che spesso fa la differenza nelle stagioni delle grandi squadre. In questo senso, il confronto con le rivali è impietoso.
La Roma ha raccolto appena 17 tra gol e assist complessivi (G+A) dai reparti arretrati e dalla mediana, un dato lontanissimo dai top club del campionato. L’Inter vola addirittura a quota 52, mentre Milan e Juventus si attestano a 36. Anche il Napoli produce numeri nettamente superiori.
In mezzo al campo, il giocatore più prolifico resta Koné, fermo però a soli due gol. Nel complesso, i centrocampisti giallorossi hanno partecipato direttamente ad appena sei reti, un dato che fotografa alla perfezione le difficoltà creative della squadra. Troppo poco se l’obiettivo è restare agganciati al treno europeo.
Da qui le aspettative crescenti su profili come El Aynaoui, che nella scorsa stagione con il Lens aveva messo insieme numeri ben diversi, con 8 gol in 24 partite. Un rendimento che a Trigoria sperano di rivedere presto, per dare più peso offensivo alla mediana.
Il messaggio di Gasperini è chiaro: non bastano gli attaccanti, serve il contributo di tutta la rosa. Inserimenti, tiri da fuori, seconde palle, assist: ogni reparto deve aumentare la propria pericolosità. Perché senza reti diffuse e alternative, la rincorsa alla Champions rischia di trasformarsi in un’impresa troppo complicata.
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