Campionato
Roma, la miglior difesa d’Europa: i numeri record della squadra di Gasperini, muro invalicabile verso la Champions
Una muraglia. Un fortino. Una corazza che brilla sotto i riflettori della Serie A e del calcio europeo. La Roma targata Gasperini ha costruito la propria identità con pazienza artigianale, mattone dopo mattone, tackle dopo tackle, trasformando la fase difensiva nel vero marchio di fabbrica della stagione.
Non è solo una sensazione visiva, ma una verità certificata dai numeri. E i numeri, nel calcio, difficilmente tradiscono. Se l’attacco alimenta i sogni, la difesa consegna certezze. Ed è proprio questa solidità ad aver spinto i giallorossi nelle zone alte della classifica, con la Champions League tornata a essere un obiettivo concreto, non più un’utopia.
Dopo l’ultima vittoria, Gasperini è stato netto: «Nei numeri non ho mai avuto una difesa così forte». Nessuna frase di circostanza, ma una fotografia fedele della realtà. Perché oggi la Roma può vantare la miglior retroguardia del campionato e dati che la collocano ai vertici anche tra i cinque top tornei europei.
Il segreto sta nell’equilibrio e nelle gerarchie chiare. In mezzo all’area comandano esperienza e personalità di Gianluca Mancini, la forza fisica e l’anticipo costante di Evan Ndicka e l’intelligenza tattica di Mario Hermoso. Tre colonne portanti che hanno trasformato ogni pallone vagante in territorio proibito per gli avversari. Dietro di loro, la sicurezza tra i pali di Mile Svilar completa l’opera, con interventi spesso decisivi nei momenti chiave.
Eppure, in una sinfonia quasi perfetta, c’è una nota stonata. Negli scontri diretti la porta non è rimasta blindata come al solito: sei reti incassate in quattro big match, con un bilancio che parla di tre sconfitte e un pareggio. È lì che si misura il salto di qualità definitivo. È lì che una grande difesa deve diventare anche determinante.
La prossima sfida contro il Napoli rappresenta molto più di una semplice partita di cartello. Può essere il crocevia della stagione. Servirà solidità, ma anche personalità. Non solo resistere, ma comandare. Non soltanto difendere, ma controllare ritmo e spazi.
Blindare la porta di Svilar e uscire con un clean sheet significherebbe mettere in cassaforte punti pesantissimi e lanciare un messaggio al campionato: questa Roma non vuole solo restare in alto, vuole restarci fino alla fine. E con una difesa così, sognare in grande non è più un azzardo, ma una logica conseguenza.
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