C’è un tormentone che rimbalza ovunque, dai social alle radio, passando per bar e uffici. Un gioco diventato virale, quasi carnevalesco, che ha contagiato anche chi con la Roma non c’entra nulla. La domanda è sempre la stessa: “A chi somiglia Malen?”
Il protagonista unico è Donyell Malen, il nuovo centravanti giallorosso, l’uomo che in poche settimane ha acceso fantasia, paragoni e discussioni infinite. C’è chi lo vede simile a questo o a quel campione, chi si sbilancia con accostamenti romantici, chi si lascia andare a confronti arditi. Alcuni guardano il volto, altri i movimenti, altri ancora solo i gol.
Il primo a esporsi, con un sorriso e una carezza pubblica, è stato il suo allenatore, Gian Piero Gasperini, che in diretta tv lo ha accostato a Gianluca Vialli. Un paragone pesante, di quelli che sanno di complimento vero: potenza, attacco alla profondità, fame di porta.
Sui social, invece, il nome più gettonato è quello di Ronaldo Nazario, “il Fenomeno”. Suggestione affascinante, forse più emotiva che tecnica, ma che racconta quanto impatto abbia avuto l’olandese sull’immaginario dei tifosi.
Poi però conviene fermarsi un attimo e uscire dal gioco dei paragoni. Perché Malen, prima di assomigliare a qualcuno, è semplicemente Malen. È un centravanti completo, uno di quelli che unisce qualità tecniche pulite a doti atletiche di altissimo livello. Velocità nello scatto, coordinazione, freddezza sotto porta. Il gol segnato al Cagliari – tocco morbido, quasi un pallonetto d’autore – è la fotografia perfetta del suo repertorio: istinto, eleganza e cattiveria insieme.
Ma c’è un dettaglio che lo distingue davvero e che appartiene solo agli attaccanti di razza: la postura.
Malen riceve il pallone già orientato verso la porta. Il primo controllo non è mai neutro, è sempre funzionale all’azione successiva. Così guadagna mezzo secondo, a volte un secondo intero, e a questi livelli è un’eternità. Le difese restano ferme, lui è già partito. In altre parole, ha il dono più raro: farsi trovare al posto giusto, nel modo giusto, al momento giusto.
Ed è forse per questo che Roma si è già innamorata. Non per i paragoni altisonanti, non per le etichette. Ma perché, quando parte in profondità o quando calcia, dà sempre la sensazione che qualcosa stia per succedere.
Il gioco “A chi somiglia?” continuerà ancora, tra battute e nostalgia. Intanto, però, una risposta è già arrivata dal campo: somiglia al bomber che alla Roma mancava da anni. E tanto basta per far impazzire una città intera.
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