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Roma, solo 10 gol in 10 giornate: Gasperini tiene il passo grazie a Svilar. Ora serve una svolta in attacco
AS ROMA NEWS GASPERINI – Dieci gol in dieci giornate. È questo il dato che fotografa in modo impietoso il principale limite della Roma di Gasperini, capace di costruire tanto ma di concretizzare pochissimo. Una media di una rete a partita, identica a quella registrata in Europa League (3 gol in 3 gare), che non può lasciare tranquillo il tecnico giallorosso.
Resta quasi un mistero come la Roma sia riuscita a restare seconda in classifica, appaiata a Milan e Inter e a un solo punto dal Napoli capolista. La risposta è semplice e porta un nome: Mile Svilar. Il portiere serbo è stato fin qui il vero uomo in più, protagonista di interventi decisivi che hanno garantito ai giallorossi la miglior difesa del campionato, compensando un attacco ancora troppo sterile.
Il problema, però, rischia di acuirsi con il nuovo stop di Paulo Dybala, fermato da una lesione all’adduttore sinistro. Gli esami strumentali chiariranno il grado dell’infortunio, ma le prime indicazioni parlano di almeno un mese di stop, con la possibilità concreta di rivederlo in campo solo nel 2026.
A complicare la situazione c’è anche l’assenza di Ferguson, ancora ai box, e la necessità per Gasperini di fare affidamento sui pochi uomini rimasti in avanti: Soulé, miglior marcatore con 3 reti, Dovbyk (2 gol) e poi Wesley, Hermoso, Cristante e Pellegrini, che hanno contribuito con il minimo indispensabile.
Nel reparto offensivo, oltre a Dybala, Gasperini ha alternato Soulé, Pellegrini, Baldanzi, Bailey e Dovbyk, e saranno proprio loro — insieme al rientrante El Shaarawy — a guidare l’attacco nelle prossime due partite contro Rangers e Udinese.
L’unico vero centravanti resta Dovbyk, ma non è certo che giochi entrambe le gare. Un paradosso, se si pensa che Baldanzi, Pellegrini e lo stesso Dovbyk erano tra i giocatori considerati cedibili in estate e oggi rappresentano invece le uniche speranze offensive della Roma.
Per restare in alto, Gasperini dovrà trasformare la sua squadra da solida e ordinata in cinica e concreta, perché l’obiettivo scudetto passa inevitabilmente da lì: dal ritrovare il gol perduto.
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