Perchè Ilary Blasi ha ragione? Per diversi motivi. E ve li elenchiamo tutti.

1) La Roma americana, nelle persone di Pallotta, Baldini, Sabatini e Baldissoni, non hanno portato rispetto a Francesco Totti, alla sua storia e a quella della Roma. Trovateci un giocatore che ha segnato 250 gol in Serie A con la stessa maglia, quella giallorossa, appunto. Nel 2011, quando si è insediata questa società, parlavano di “rivoluzione culturale” e di far “uscire la Roma dal Grande Raccordo anulare”. L’intento era quello di annientare la figura di Totti, considerata troppo ingombrante e che offuscava altre figure dirigenziali che dovevano essere di spicco, ma che si ricordano solo per la “detottizzazione” della Roma. Quando dici “Roma” associ “Totti” e viceversa. Si fa fatica ad associare “Baldissoni”, “Pallotta”, “Sabatini” o “Baldini” alla parola “Roma”.

2) Alcuni allenatori hanno provato a mettere Totti ai margini del progetto: è il caso di Luis Enrique (che ha avuto problemi anche con Messi…) il quale chiedeva a Francesco di aiutarlo a far crescere i giovani sotto la sua ala protettrice. Poi, dopo lo Slovan Bratislava e le critiche piovute addosso al tecnico asturiano per la famosa sostituzione con Okaka, è stato “costretto” a tornare indietro sui suoi passi.

3) Sabatini, all’inizio della sua avventura a Roma, disse: “Totti è come il sole al tramonto sopra i tetti di Roma”. Come per dire: è al tramonto della sua carriera, dobbiamo metterlo da parte. Lo stesso Sabatini, in estate, alla Gazzetta dello Sport, disse che non era d’accorso con il rinnovo di Totti e che gli aveva consigliato di smettere.

4) Franco Baldini, all’epoca direttore generale della Roma, definì Totti “pigro” in un’intervista a La Repubblica. In seguito, in conferenza stampa, spiegò che il senso delle sue parole era questo: Francesco non doveva farsi usare dagli altri (altri chi?), ma non era sua intenzione nell’entrare nella sfera tecnica, indiscutibile. Una strana definizione delle parole “farsi usare” e “pigro”.

5) Le parole di Pallotta sono recenti: dopo il caos Spalletti-Totti, il presidente disse: “Quello che vuole fare la mente non riesce più a fare il corpo”, riferendosi al fatto che il numero 10 era praticamente un giocatore finito. Anche lui viene smentito dai fatti: quando Totti ha avuto la possibilità di giocare, ha segnato a ripetizione e portato la Roma in Champions League, poi vanificando tutto con l’eliminazione contro il Porto (Totti in quelle due partite nemmeno giocò…).

6) Spalletti ha solo proseguito quello che i top manager di Trigoria stavano portando avanti ormai da anni. Salvo poi ricredersi (o far finta di ricredersi) per non perdere consensi davanti al pubblico romanista. Il resto è agli atti.

Ecco perchè lady Totti ha ragione. Ecco perchè Totti merita, a maggior ragione, rispetto. E’ l’unico giocatore nella Roma in grado di essere ancora incisivo e decisivo. Basta guardare la partita di Torino, ma non solo…

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