NOTIZIE AS ROMA – C’è chi è convinto che i campionati si vincano con le piccole. Nel senso che gli scontri diretti si possono anche pareggiare, l’importante è non perderli. Poi, però, bisogna fare i punti con chi è più debole di te.

Ma c’è anche chi pensa che proprio gli scontri diretti siano invece fondamentali, perché portarli a casa vuol dire come vincere due volte. A prescindere da quale possa essere la teoria corretta (ammesso che esista), c’è una verità diversa: questa Roma non è grande con le grandi. O, almeno, finora non lo è mai stata. A Bergamo, sabato prossimo, ecco allora l’occasione giusta per invertire anche questa brutta tendenza.

Se guardiamo la classifica e prendiamo le quattro squadre che precedono i giallorossi (Juventus, Inter, Lazio e appunto Atalanta) ci si rende conto che la Roma di Paulo Fonseca non è mai riuscita a vincere una partita contro le stesse. Finora gli scontri diretti sono stati cinque e per i giallorossi sono arrivati tre pareggi (0-0 con l’Inter, doppio 1-1 con la Lazio) e due sconfitte (2-0 con l’Atalanta e 2-1 con la Juventus, entrambe le volte in casa, tra le mura amiche dell’Olimpico).

Nel derby di ritorno la Roma meritava di più. E cioè di vincere. Il che avrebbe voluto dire quantomeno riequilibrare i conti. E invece è arrivato un altro pareggio, proprio come all’andata. E questo piccolo grande tabù è rimasto tale.

Ma perché la Roma fatica così tanto con le grandi? Qualcuno sostiene che dipenda dal fatto che quando i valori si alzano, la differenza la fanno la tattica e l’approccio. E qui la Roma finirebbe con il far fatica. Fonseca, però, finora ha dimostrato di avere idee e di saper lavorare, anche cambiando tatticamente. Insomma, non è certo uno sprovveduto. Ed esattamente come gli altri tecnici sanno prendere le misure alla sua Roma, lui sa prendere le contromisure agli avversari.

E allora resta il problema di testa, la famosa questione mentale che l’allenatore portoghese ha riportato a galla che dopo le ultime due sconfitte, quelle arrivate contro avversarie di minor blasone come Sassuolo e Bologna.

La testa, insomma, sarebbe compartecipe di questa situazione e non aiuterebbe la Roma ad affrontare partite contro avversari di livello. Fattispecie, però, che sarebbe smentita di fatto proprio dal derby di ritorno, dove la Roma ha praticamente dominato e dove l’approccio alla partita è stato corretto.

Lo stesso Fonseca ha più volte ribadito come non ci sia bisogno di lavorare sulla testa dei suoi giocatori quando arrivano le gare importanti, ma piuttosto quando si affrontano avversari meno forti. Insomma, un bel rompicapo. Nella speranza che la sfida di Bergamo possa dare alla Roma risposte esaudienti.

(Gazzetta dello Sport)

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