Campionato
Juventus-Roma, notte di verità: la squadra di Gasperini si gioca l’ingresso nel campionato delle grandi
Natale a Torino, Natale d’alta classifica, Natale di sogni e di scontri diretti. La Roma arriva allo Stadium con una certezza: la classifica non mente più. Quella di stasera contro la Juventus non è una sfida come le altre, ma un passaggio verso un altro campionato, quello al quale i giallorossi si iscriverebbero definitivamente in caso di vittoria. E chissà se Gian Piero Gasperini immaginava uno scenario simile quando, a fine maggio, scelse la Roma declinando la proposta dei bianconeri. «Perché scelsi la Roma? Perché qui è più difficile», ha ricordato ieri il tecnico. Poi ha sorriso: «Sono felice di come è andata».
Felice perché la squadra ha risposto alla grande, seguendo le sue idee e migliorando tutti, singolarmente e collettivamente. Felice perché quell’organico considerato fragile in estate si è rivelato ben più competitivo del previsto: nel 2025 la Roma ha conquistato 79 punti in 35 partite, addirittura 15 più della Juventus, una media da scudetto che racconta più di qualsiasi analisi. E se la Roma da scudetto esiste già nei numeri, per capire se lo sarà anche nel mercato bisognerà attendere gennaio e la possibilità di chiudere i colpi Raspadori e Zirkzee, gli obiettivi che i Friedkin vogliono regalare al tecnico.
Il campo, però, parlerà prima di tutto. La sfida dell’Allianz Stadium è uno snodo pesante. Finora i giallorossi hanno perso tutti gli scontri diretti nella corsa al titolo — Inter, Milan, Napoli — e vinto invece quelli per la zona Champions come Bologna e Como. Oggi è difficile collocare Juventus-Roma in una sola categoria: è una partita-bivio, un incrocio che può cambiare la stagione. Gasperini non si sbilancia: «Che peso do al +4 sulla Juventus? Siamo stati bravi. Quindici partite sono una striscia significativa. Non so se siamo tra i più forti, ma siamo cresciuti tanto: tecnica, compattezza, motivazioni. La nostra forza sono i pochi gol incassati».
Dall’altra parte c’è Spalletti, che ieri ha elogiato apertamente il collega: «È come Sacchi, ha inventato un modo di giocare. Trasforma i giocatori, va a cercare le tue debolezze». Una stima importante, alla quale Gasperini ha replicato con equilibrio: «La Juve rimane una grande squadra, forte e sempre pronta a rinforzarsi. Giocare contro di loro dà l’occasione di capire quanto possiamo essere forti».
Lo Stadium aspetta, e sa che attorno alle 22:30 qualcosa sarà più chiaro. Se la vittoria con il Como è stata — per citare Walter Sabatini — una “dichiarazione di guerra al campionato”, quella di stasera può diventare una vera e propria discesa in campo. La Roma è davanti alla porta del campionato che conta davvero: ora deve solo decidere se sfondarla.
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