Campionato
Napoli-Roma, Gasperini alza l’asticella: “Serve un salto tecnico contro le big”. Emergenza e numeri da Champions
Questa volta Gian Piero Gasperini non ha girato intorno ai temi. Alla vigilia di una sfida che può orientare la corsa Champions, il tecnico della Roma ha parlato con chiarezza, entrando nel merito delle questioni più delicate. Anche la scaramanzia ha fatto la sua parte: niente taglio di capelli pre-partita, niente rituali napoletani. «Stavolta ho fatto chiudere i cancelli di Trigoria», ha scherzato, stemperando la tensione prima di Napoli-Roma.
Sotto la battuta, però, c’è la sostanza. L’emergenza continua a condizionare la stagione giallorossa. Dybala non è partito con la squadra, così come Hermoso e Koné. Restano fuori anche Dovbyk, Ferguson ed El Shaarawy. Soulé non è al meglio ma proverà a stringere i denti. Un attacco ridotto ai minimi termini proprio nella partita che potrebbe pesare di più.
Ma Gasperini non si nasconde dietro gli alibi. Il vero nodo è un altro: alzare l’asticella contro le grandi. Dal 2020 la Roma ha raccolto 90 punti in 89 scontri diretti. In questa stagione ha giocato alla pari con Inter, Milan, Napoli, Juventus e Atalanta, ma in sei big match ha conquistato un solo punto. Un rendimento che stride con il cammino quasi perfetto contro le altre squadre, dove sono arrivate 15 vittorie in 18 gare.
«Più che mentale, il salto deve essere tecnico», ha spiegato l’allenatore. «Se certe dinamiche si ripetono nel tempo, significa che qualcosa manca. Ma la distanza dalle grandi si è ridotta». Parole lucide, che fotografano una squadra competitiva ma ancora incompleta nei dettagli che fanno la differenza.
Gli infortuni hanno inciso in modo pesante: 107 partite saltate complessivamente per problemi fisici. Prima è stata colpita la difesa, ora l’attacco. Eppure, nonostante tutto, la Roma è ancora lì, a ridosso delle prime. «Dopo 24 giornate siamo vicinissimi a una squadra che ha vinto due scudetti negli ultimi tre anni. Le conclusioni traetele voi. Noi lotteremo fino alla fine».
I numeri, del resto, raccontano una squadra da Champions. La Roma primeggia per pressing, riconquista del pallone, possesso e conclusioni verso la porta. Il limite, semmai, è l’efficacia sulle palle inattive: appena due gol su 122 angoli battuti, nessuno su punizione diretta. «È un nostro difetto», ha ammesso Gasperini con sincerità.
C’è poi il tema calendario, spesso al centro del dibattito. «Le troppe partite aumentano il rischio di infortuni, è vero. Ma io preferirei sempre giocare le coppe, soprattutto la Champions». Un messaggio chiaro, che sa di ambizione.
Napoli-Roma sarà quindi più di una partita. È un esame di maturità tecnica, prima ancora che mentale. Gasperini lo sa: per fare il salto definitivo serve qualità nei dettagli. E magari anche un pizzico di fortuna, che finora non è stata generosa.
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