Campionato
Malen devastante in Napoli-Roma: doppietta al Maradona e 5 gol in 5 partite, l’olandese cambia la stagione
C’è un nuovo protagonista nel campionato italiano e veste la maglia della Roma. Donyell Malen è sbarcato in Serie A senza chiedere il permesso, imponendosi con forza, tecnica e personalità in un torneo che da tempo non vedeva un centravanti così esplosivo. Al Maradona, dopo aver colpito al Grande Torino e all’Olimpico, l’olandese ha firmato un’altra doppietta, salendo a 5 gol nelle prime 5 presenze in giallorosso. Numeri da predestinato, da leader tecnico di una rivoluzione offensiva che porta la firma di Gasperini.
Il tecnico ha finalmente trovato la formula: Malen più altri due. Un attaccante totale, rapido nello scatto, letale negli spazi stretti, lucido nei momenti decisivi. Anche contro il Napoli ha mostrato strapotere fisico e dominio tecnico, trasformando ogni pallone in un potenziale pericolo. Non è un caso che la Roma sia stata rimontata proprio dopo la sua uscita dal campo: il cambio con Vaz ha coinciso con un calo di peso offensivo e con l’immediata reazione azzurra.
Al Maradona Malen ha impiegato appena sette minuti per prendersi la scena. Perfetto il taglio al centro dell’area sull’assist di Zaragoza, impeccabile il tempismo nel presentarsi all’appuntamento con il pallone. Nella prima mezz’ora è stato un assolo: al 19’ ha spostato Rrahmani, superato Buongiorno e Beukema sfiorando il raddoppio; poco dopo solo il recupero di Elmas ha evitato il 2-0. Sempre nel vivo dell’azione, sempre con l’idea chiara di colpire.
Nel secondo tempo, pur calando fisicamente, ha inciso ancora. Ha lanciato Wesley nell’azione che ha portato al rigore e, quando si è trattato di prendersi la responsabilità dal dischetto, non ha tremato. Soulé aveva il pallone tra le mani, ma era la notte di Malen. Due tiri in porta, due gol. Efficienza pura. In totale tre conclusioni, dodici tocchi nell’area avversaria, cinque dribbling riusciti. Numeri che raccontano una superiorità netta.
A fine gara, però, l’olandese non si è accontentato: «Sono deluso perché non siamo riusciti a vincere e lo meritavamo. La doppietta non mi basta. Ho scelto la Roma perché sono ambizioso e anche Gasperini lo è. Mi ha spiegato subito che avrei giocato da prima punta». Parole che fotografano il suo carattere, oltre al talento.
In un mese Malen ha già segnato quasi il doppio di Ferguson e Dovbyk in campionato, diventando il riferimento assoluto dell’attacco romanista. E quando Gasperini lo ha richiamato in panchina, la Roma ha perso brillantezza e incisività, subendo il pareggio poco dopo.
Il numero 14 è già molto più di un acquisto invernale: è il simbolo della nuova identità offensiva giallorossa. Tecnica, velocità, concretezza. La Roma cresce attorno a lui. E ora, più che mai, sembra dipendere dal suo talento.
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