È appena finito agosto, quattro sono state le partite stagionali ma è già tempo di paragoni e spunti (parziali). Cosa ha di diverso la Roma della passata stagione rispetto a quelle vista nell’ultimo mese?

MIRALEM PJANIC
Sarà stato pure incostante e non decisivo ma Pjanic questi palloni sapeva metterli ad occhi chiusi. Il bosniaco arretra quel tanto che basta per staccarsi da Badelj e trova Salah che non sbaglia
. Al momento nessun centrocampista della Roma è dotato di tale capacità e facilità di lancio.

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Leverkusen-Roma: Pjanic lancia in profondità Gervinho approfittando del mal posizionamento della linea difensiva tedesca. Passaggi a saltare il centrocampo utili ad innescare le punte finora non si sono visti. E ancora in Udinese-Roma, Florenzi l’aveva visto solo lui…

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E per finire:

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In questa clip è possibile apprezzare alcuni interessanti spunti di Miralem che lo portano a liberarsi con relativa facilità in mezzo al campo. Dei quattro rimasti del pacchetto mediano, nessuno è capace di pensare il calcio in questo modo, se non Perotti.

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Pjanic è stato un formidabile tiratore dalla lunga e media distanza. La punizione con la Juve dello scorso anno è solo una delle tante perle… Chi tirerà le punizioni adesso?

SEYDOU KEITA

“Il Professore” Seydou Keita è stato uno degli elementi fondamentali della rincorsa al terzo posto della passata stagione. In questa clip è possibile apprezzare tutte le sue qualità calcistiche intellettuali. Caratteristica del maliano era quella di restituire all’azione la possibilità di svilupparsi con il movimento del pallone. De Rossi rende la manovra della Roma più lenta perché si schiaccia maggiormente in difesa.

 

IL REGISTA, LA SPINTA SULL’ESTERNO E LE CONTINUE ROTAZIONI

In Roma-Porto, De Rossi, schierato per l’occasione centrale di difesa, confligge con la posizione di Paredes e Strootman. Ciò crea uno schiacciamento in mezzo al campo che rende difficoltoso e lento il movimento del pallone, e conseguentemente inutile la spinta dei terzini che finiranno per infrangersi sugli esterni.
Lo scorso anno invece la transizione ha viaggiato ad altra velocità, perché oltre Pjanic e Keita, fondamentale è stata la presenza di due attaccanti esterni come Salah ed El Shaarawy, che partivano larghi per poi muoversi diagonalmente, liberando quindi le fasce per i terzini.

Non dimentichiamo che Lucas Digne è presente in quasi tutte le azioni offensive della Roma ‘15-16: Palmieri e J. Jesus sembrano un tantino diversi… Chissà se Bruno Peres riuscirà ad ovviare al problema…

digne gol

 

 

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Impostazione bassa (facile) di Rudiger: Le continue uscite e rotazioni delle mezzali (si forma un quadrilatero in mezzo al campo), abbinate al movimento veloce del pallone metterebbero in difficoltà chiunque. Cataldi si trova in mezzo tra Pjanic e Perotti, Biglia e Parolo sono fuori posizione. Il pallone arriverà tranquillamente a Perotti.

 

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Perotti falso nove viene incontro e si gira; il Faraone attacca lo spazio tra Cannavaro e Vrsaliko. El Sha, così come Salah non sono ancora fisicamente al meglio e questo tipo di movimenti glieli abbiamo visti fare col contagocce. Alla Roma sta mancando questa profondità.

E non solo…

 

[Chiaro che è ancora troppo presto per parlare, e che quest’analisi non ha la presunzione di essere definita in nessun senso. Sono soltanto spunti riflessivi che si basano su ciò che ho letto/visto e che quindi vanno presi per quello che sono]

 

Lorenzo Russo

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